Il Tirreno

Pisa

La spinta ora arriva anche dai terzini

Massimo Berutto
Il terzino Benvenga
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Il terzino Benvenga

Pagliari punta su due coppie di esterni per sviluppare la manovra

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 PISA. Non è questione di uno o due uomini, come giustamente afferma Dino Pagliari. Ma la netta evoluzione del Pisa, dalla trasferta di Ferrara al successo sull'Avellino, si è vista soprattutto sulle fasce laterali, con una filosofia diversa rispetto alla prima partita e anche alla scorsa stagione. La squadra nerazzurra ha riscoperto i terzini fluidificanti e le sovrapposizioni sull'esterno. Concetti sfumati nella difesa bloccata, composta da quattro marcatori, osservata fino al match emiliano. Insomma, non una specie di 4-2-4 come sul campo estense, ma un vero e proprio 4-4-2 con tutte le sue varianti di gioco.  Benvenga e Benedetti. Non più fasce presidiate da "mastini" come Calori e Gimmelli, né da Audel e Bizzotto, ma da due difensori con la vocazione per le sgroppate in avanti. Il compito di offendere, quindi, non è più riservato quasi in via esclusiva alle due ali e alla coppia di attacco (salvo qualche incursione da dietro o centrale), ma il dispositivo arretrato rivale viene forzato sistematicamente con le proiezioni anche degli esterni bassi, che lasciano il proprio fortino per lanciarsi in prima linea e crossare. Emblematico il terzo gol segnato all'Avellino nella convicente vittoria della scorsa domenica: l'ex fluidificante della Pro Patria Benedetti è andato sul fondo del campo e poi ha offerto a Perez un pallone semplicemente da appoggiare in rete.  Ilari e Favasuli. Pagliari è tornato all'antico, rispolverando le due ali dello scorso anno. Fino a maggio Ilari e Favasuli non erano una possibile opzione, ma l'unica a disposizione in una rosa depauperata di tornanti per interpretare il centrocampo a rombo caro a Semplici. Si ricorderà, al proposito, i rimpianti espressi pubblicamente e più volte da Camilli per l'affrettata cessione di Tabbiani. In estate sul mercato la grande svolta tattica, con l'arrivo di una piccola flotta di giovani concorrenti per gli esterni: Tremolada, Gatto e Nicastro. Tutti giocatori prettamente d'attacco schierati da quarti centrocampisti. Ma per potersi permettere la spinta dei terzini è ancora indispensabile la duttilità e il sacrificio di Ilari e Favasuli, pronti a ripiegare persino sulla linea dei difensori per consentire gli inserimenti di Benvenga e Benedetti. Maggiore copertura, ma, ovviamente, senza rinunciare a colpire, come dimostra il gol-lampo di Favasuli e anche il cross di Ilari per il raddoppio di Carparelli.  Niente cambi automatici. Rivoluzione totale sulle due corsie: 4 uomini su 4. Molto può dipendere dal fatto che Benvenga e Benedetti sono gli unici terzini classe 1991 in rosa. In assenza di sostituti di pari età, l'ingresso o l'uscita di uno dei due può rimettere in discussione un'intera fascia, suggerendo la scelta o la rimozione di un (più) anziano sull'ala (come Favasuli e Ilari) in ballottaggio con gli under Tremolada, Gatto o Nicastro. Ecco spiegato perchè Pagliari potrebbe cambiare sensibilmente formazione ogni domenica. Equilibri tattici, la voglia di puntare sull'entusiasmo dei giovani, i contributi per l'impiego degli under: serve veramente tutto.

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