Sicurezza
Pagliari e un Pisa affamato di gloria
Antonio Scuglia
Abbonamenti senza Tessera, un nuovo progetto allo studio per favorire i tifosi
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PISA. Tanti sorrisi dopo Pisa-Avellino, per un Pisa che vince e convince. La fame e la voglia di affermazione dei ragazzi di Pagliari hanno convinto i quattromila presenti che la scelta di rinunciare al mare (o al calcio in tv) per andare a sostenere di persona Carparelli e compagni è stata quantomai opportuna. L'impressione che sta dando la squadra è quella, bellissima, di un gruppo di giocatori consapevoli di potersi giocare molte chance per il proprio futuro, e vogliosi di non lasciare niente di intentato. E Pagliari ha molto merito in questo. Nello specifico di domenica, riguardo alla crescita di tutti coloro che nel primo tempo avevano commesso qualche svarione e poi sono rientrati in campo con la ferma intenzione di non lasdciare scampo all'avversario. In generale, il merito di Pagliari è quello di avere la capacità di dare sempre una vera impronta di squadra al suo gruppo. Niente personalismi inutili, costante soccorso ai compagni che "devono" scaricare la palla, totale dedizione alla causa nei recuperi difensivi da parte di tutti (basti pensare ai rinvii dalla propria area di Carparelli). Parlavamo dei quattromila presenti. Che potrebbero (e vorrebbero) essere di più. Gli abbonamenti (aggiornati a ieri sera) sono 1884; di questi, 754 in curva. Dove potrebbero raddoppiare in pochi giorni se non ci fosse la spinosa vicenda della Tessera del tifoso: senza di quella è vietato abbonarsi. Ma non è possibile trovare una via d'uscita senza socntrarsi col Viminale? Qualocosa a Pisa si muove, e ne dà conferma l'avvocato Andrea Bottone, presidente del comitato Vecchio cuore nerazzurro, l'associazione dei tifosi che detiene l'1% delle quote societarie. «E' allo studio - spiega Bottone - un percorso per ovviare alla Tessera del tifoso, e nel dettaglio al collegamento necessitato fra abbonamento e Tessera». Infatti, lo statuto societario espressamente dispone che la società possa emettere obbligazioni (al suo articolo 26), ed essendo il Pisa una Srl (società a responsabilità limitata), è necessario che le emetta tramite un istituto bancario. L'idea è quella di censire quanti farebbero l'abbonamento ma non vogliono fare la Tessera del tifoso. Esempio: 500 in curva e 100 in gradinata. Ecco che il Pisa tramite la banca emette tante obbligazioni quanto sono gli interessati (600), obbligazioni del taglio (ossia di un ammontare pari al valore dell'abbonamento). All'atto del versamento delle somme, il tifoso riceve il titolo in mano, e quindi sottoscrive una lettera da indirizzare alla società: il tifoso rinunzia al rimborso, ed opta per il "credito al godimento", ossia vedere le partite. Passa dalla sede e se lo fa timbrare per accettazione dalla società. A quel punto la società rilascia domenicalmente il biglietto al detentore dell'obbligazione, oppure fa un elenco lo fornisce ai vari steward e fa passare da un ingresso dedicato i titolari di obbligazioni, che si presentano con un valido documento. «Rimangono da valutare alcuni dettagli», dice Bottone. E la vicenda non è semplice. Perché, se da una parte c'è il codice civile, dall'altra c'è la constatazione che - sinora - l'Osservatorio del Viminale ha rigettato qualunque iniziativa di fidelizzazione dei tifosi diversa dalla Tessera. ALTRO SERVIZIO NELLO SPORT NAZIONALE
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