Il Tirreno

Pisa

CURIOSITA’ BIANCOVERDI

Quattro ripescaggi negli ultimi quattro anni

Massimo Berutto

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 PISA. Quattro ripescaggi nelle ultime quattro stagioni. Se non è un record poco ci manca. Da un quadriennio il risultato del campo per l'Avellino è un optional, annullato e riscritto dalle bufere estive di un calcio malato. L'ultima sentenza del terreno di gioco a non squagliarsi al caldo di luglio e agosto è la promozione del 2006-07, quando anche Pisa è in festa per il ritorno in B. In B, in un'ideale staffetta di allenatori fra ex nerazzurri (Guido Carboni e Alessandro Calori) l'Avellino non riesce ad evitare la retrocessione in C1, ma il Messina non si iscrive alla serie B e il team irpino viene ripescato. Nuova stagione sfortunata, e stavolta oltre alla retrocessione c'è il fallimento. Dopo la cancellazione si riparte dalla serie D. Anche in questo caso si può parlare di ripescaggio perché le società neonate (compreso l'Ac Pisa 1909) in teoria dovrebbero iscriversi alla Terza Categoria. A far rinascere il calcio biancoverde sono ancora personaggi passati da casa nostra: mister Francesco D'Arrigo e Cristian Biancone. Poca fortuna per entrambi. La compagine campana senza di loro si classifica terza nel 2009-10, accedendo ai playoff che in D però non valgono la promozione. Salto che arriva, ancora una volta, a tavolino. Pur ammesso in ritardo alla C2 l'Avellino si dimostra all'altezza del proprio blasone: quarto posto in classifica e finale playoff persa in favore del Trapani. Anche stavolta la festa è rimandata solo di poche settimane, coronata con il ritorno vincente in C1 contro il Foligno.

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