Attenzione
Pisa: ecco i piani per il futuro
Antonio Scuglia
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NERAZZURRI. Favasuli: il Pisa punta su di lui anche per il futuro E' necessario risparmiare subito un milione di euro
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PISA. I consulenti Cesare Cava e Vincenzo Rispoli hanno terminato la prima fase del loro lavoro, riferendo al presidente Battini i risultati delle analisi contabili svolte ed esponendogli le proprie proposte; in questi giorni sarà ugualmente informato Piero Camilli. E il 19 la palla passerà ai soci di capitale (loro due più Valentini e Sbrana) che nell'assemblea ufficiale, oltre a deliberare le modalità per ripianare le passività di bilancio, decideranno le strategie per la stagione in corso e la prossima. Il Pisa infatti è costretto a subire sacrifici economici per questa stagione, ma dal 1º luglio 2012 risulterà libero da pesi contrattuali derivanti da accordi pluriennali troppo onerosi per la categoria. Oggi ha bisogno del sostegno finanziario dei soci, ma a fine stagione avrà la possibilità di camminare con le proprie gambe, raggiungendo un equilibrio di bilancio senza pregiudicare i risultati sportivi. I consulenti auspicano quindi il pieno accordo e la partecipazione dei soci affinché il piano di risanamento vada a buon fine. Questo piano, partendo dagli oltre 2 milioni e 500 mila euro di passività della stagione scorsa, prevede il pareggio di bilancio in tre anni, sia che l'assetto societario rimanga quello attuale, sia che uno dei due soci forti (Camilli oppure Battini con la collaborazione di Stefano Sbrana) rilevi la totalità delle quote. L'obiettivo di razionalizzazione dei costi per quest'anno prevede un possibile risparmio di circa il 30%, a condizione di dare avvio immediato alle risorse e alle scelte gestionali indicate dai due consulenti. In effetti 400mila euro vengono risparmiati "a monte", dato che la tassa per il ripescaggio ovviamente valeva solo l'anno scorso; il resto va risparmiato razionalizzando le uscite. Ovvero spendendo meno per giocatori e... numero di tecnici. La rosa in effetti è stata ridotta, e la società spera di risparmiare qualcos'altro a gennaio - intorno a 200mila euro - se i giocatori attualmente fuori rosa, magari con una buonuscita di incentivo, troveranno un'altra sistemazione. Ma come ridurre ancora il monte ingaggi? L'ipotesi messa in campo è quella della spalmatura dei contratti più importanti, quelli dei giocatori che Pagliari vorrebbe anche nelle prossime stagioni. In sostanza verrebbe proposto a giocatori come Carparelli, Raimondi, Obodo, Favasuli, il cui contratto è in scadenza nel 2012, un allungamento: chi prende oggi 100 (è un puro esempio) si vedrà chiedere dalla società di fare uno sconto (prendendo 70) ma allungando, alla stessa cifra, lo stesso contratto di uno o due anni. A giugno poi ci sarà un fattore "naturale" che permetterà al Pisa di pagare molto meno i prossimi ingaggi. Entrando in vigore la riforma della Lega Pro, i club di C passeranno presumibilmente a 60, e quindi moltissimi giocatori (anche di B) i cui contratti oggi sono molto onerosi, dovranno accontentarsi o rischiare la disoccupazione. Il prossimo passo è ovviamente l'assemblea del 19, e in ogni caso il primo punto all'ordine del giorno, insieme all'esame delle criticità emerse dal lavoro dei consulenti, dovrà essere il pagamento degli stipendi di maggio e giugno. I soci quindi devono ripianare di tasca: finora la società ha sempre ricevuto i complimenti degli ispettori della Covisoc per la puntualità nella corresponsione degli stipendi e nel versamento dei contributi. E' un valore aggiunto che Pisa deve mantenere, al di là del vantaggio di non aver mai ricevuto punti di penalizzazione. Ma la squadra sarà rinforzata? Se ne parlerá il 19: per mantenere il programma che anche nell'accordo del 18 agosto prevede un miglioramento dei risultati sul campo, è necessario che le richieste - non esose - fatte da Pagliari prima della chiusura del mercato siano soddisfatte. Prima però vengono i conti: la società su questo punto è stata esplicita con Cava e Rispoli. Approvare il piano economico e finanziario dei consulenti consentirebbe di rafforzare il patrimonio della società. E la differenza fra strategie finanziarie e speranze dei tifosi (che vorrebbero semplicemente vedere tante vittorie sul campo e "sentire" tranquillità intorno al club) sta tutta qui.
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