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Pisa

Meucci, prima il Mondiale e poi la laurea

<b>ATLETICA. </b>Daniele Meucci (qui, alla Mezzamaratona pisana) ai Mondiali
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ATLETICA. Daniele Meucci (qui, alla Mezzamaratona pisana) ai Mondiali

Atletica leggera: il mezzofondista pisano è partito per la Corea

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 PISA. Scatta l'operazione Daegu 2011. Il primo gruppo degli azzurri dell'atletica (13 elementi, 7 donne e 6 uomini) è partito ieri alla volta della Corea, dove, dal 27 agosto, si svolgerà la 13ª edizione dei Mondiali. Fra i primi a partire il pisano Daniele Meucci, bronzo europeo sui 10.000 l'anno scorso a Barcellona, che ora punta a far bene anche a Daegu. E' reduce da Catania, dove si è piazzato terzo nella gara valida per il Trofeo Sant'Agata, vinta dal keniano il keniano Bett Kipkoech, iridato junior nel 2008. «Questa gara è stata un buon test - commenta Meucci - e mi sono divertito. Gli avversari erano di assoluto rispetto. Sono arrivato a 6 secondi dal vincitore, il keniano Bett Kipkoech, e dietro mi sono lasciato campioni come Edwin Soi e Serhiy Lebid. Sono soddisfatto perchè è il segno che gli allenamenti stanno dando i loro frutti: vengo da un periodo di preparazione ad Andalo».  «Su Daegu non dico nulla - aggiunge Daniele. - Lasciatemi scendere in pista, fare la mia gara e spero di tornare a casa felice. La laurea? Se non fossi stato totalmente assorbito dall'impegno per fare il minimo per Daegu, mi sarei già laureato in luglio. Ma, a questo punto, penso che completerò il mio corso di studi in Ingegneria dell'automazione ad ottobre. Ho preparato una tesi su un algoritmo applicato a robot marini in acqua. Si tratta di macchine, finora utilizzate nell'ambito della ricerca scientifica, in grado di poter svolgere determinate funzioni in maniera autonoma».  Nel 2010 c'è stata la medaglia in volata di Barcellona: in Corea che tipo di gara sarà? «E' stato un traguardo importante, ma anche una responsabilità a cui tenere fede e un punto di partenza per la mia carriera - risponde l'azzurro -. La tengo con me, ma non voglio pensarci quando sarò a Daegu. Il Mondiale è un altro pianeta con atleti fortissimi. Non credo ancora di essere al loro livello, ma ho la voglia di esserci e di metterci tutto quello che ho in corpo. Non ho idea di che gara potrà essere. Se, però, un campione come Bekele alla fine ha scelto di esserci, vuol dire che sente di esserne all'altezza. Per tutti poi ci saranno dei fattori influenti come l'alto tasso di umidità e, nel mio caso, il fuso orario. E' la prima volta che mi trovo a fare i conti con il jet lag. La mia gara è il 28 agosto. Speriamo di riuscire a smaltirlo al meglio».

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