Sicurezza
Cichello rivuole il titolo italiano
Riccardo Silvestri
◗
PUGILATO Il medio- massimo pisano Dario Cichello Dario: tornerò sul ring per riprendermi la cintura
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. L'estate come trampolino di lancio verso un titolo. Dario Cichello ha visto sfumare sul filo di lana la possibilità di tornare sul ring prima dello stop per le vacanze ma ha in agenda appuntamenti decisivi per il suo futuro. «Nella boxe - dice - tutto può succedere o cambiare nel giro di pochi minuti. Basta dire che ho lavorato duro per molti giorni perché il 5 agosto avrei dovuto incrociare i guantoni con Dariusz Sek in un incontro internazionale da disputarsi in Polonia. Poi, all'improvviso, tutto è saltato e così il mio lavoro non ha avuto il giusto e ricercato sfogo». Un'occasione mancata? «Penso e spero di no. Mi auguro che si tratti soltanto di un piccolo "ritardo" nella tabella di marcia che assieme al mio manager Salvatore Cherchi abbiamo disegnato. Abbiamo in mente grandi cose». Match saltato ma entusiasmo ancora alle stelle... «Ovviamente quando ho saputo dell'annullamento del match ci sono rimasto male. Un secondo dopo però ho cambiato orizzonte e mi sono concentrato sul futuro. Anche in questi giorni di vacanza, la testa ogni tanto finisce sul ring e sulle prospettive che mi aspettano». Può anticiparci qualcosa? «Appena tornerò in Italia mi rimetterò al lavoro assieme al mio storico e primo maestro Luigi Tassi per preparare un test match che con ogni probabilità si disputerà a fine settembre nella zona di Pisa, contro un pugile del Nord Europa e con un importante ritorno tv. Dovrà essere quello il mio trampolino di lancio». Verso che cosa? «Verso un titolo importante. Fare bene nel test di fine settembre significherebbe poter puntare subito al titolo italiano dei mediomassimi, per riprendermi una cintura che ho già avuto l'onore di indossare e che adesso è detenuta dal siciliano Danilo D'Agata. O magari sognare...». L'Europa? «Esattamente. Il titolo dell'Unione Europea l'ho sfiorato nel 2008 contro Brancalion ed è rimasto un mio obiettivo. Proprio la sconfitta in quel match mi ha fatto crescere molto perché ho vissuto momenti difficili ma anche grazie alla vicinanza di mio padre, al calore dei tifosi pisani e al sostegno dei miei sponsor sono sempre ripartito e mi sono sempre ricaricato nel modo giusto. Come ho sempre detto ho un debito verso tutta questa gente e non vedo l'ora di ricambiare. Questo 2011 potrebbe essere l'anno buono».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
