Il Tirreno

Pisa

Festa grande sul Serra per Marianini

Pierluigi Ara
Francesco Marianini
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Francesco Marianini

Il centrocampista si appresta ad affrontare la A con il Novara

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 MONTE SERRA. Di quanto grande sia la popolarità di cui gode Francesco Marianini, il centrocampista calcesano che ha contribuito alla promozione del Novara in serie A, si è avuta eloquente conferma alla festa in suo onore organizzata sul Monte Pisano.  Tantissimi ad applaudirlo nei verdi spazi de Le Porte, di contorno la musica di Mariano Folk e, dulcis in fundo, una torta gigante confezionata dalla chef Laura.  Un'enorme cascata di panna, crema e zucchero filato sopra la lettera A a caratteri cubitali; accanto la riproduzione in cioccolata di una fase di gioco, con Francesco autore di un gol di testa; il fondo azzurro come i colori sociali del Novara.  E' stata il suggello di una riuscitissima rimpatriata anche con i familiari. Accanto la moglie Cristina, che a settembre gli regalerà la primogenita, Alice; babbo Roberto e mamma Angela; il fratello Nico, gli zii, i cugini e due persone che per Marianini sono davvero speciali: nonno Benito e nonna Edda.  «Lo conducevo io a Lucca - ha detto il nonno che Francesco chiama "il grande vecchio" - quando, dopo Pisa, approdò alla Primavera della Lucchese, dove poi si è fatto le ossa in serie C».  Sul Monte Pisano è stata l'occasione di ricordi lontani e testimonianza diretta di episodi recenti. Ha detto Francesco: «Per il sottoscritto la stagione 2011-2012 sarà il quinto anno di serie A, dopo i due anni passati a Lecce e i due ad Empoli, dove sono rimasto un biennio anche in serie B».  Riconfermatissimo a Novara. «Mi trovo molto bene - ha confidato - mi ha voluto Tesser, che avevo conosciuto quando eravamo insieme a Trieste. Sarà durissima la massima categoria - prevede - ma costituiamo un bel gruppo affiatato». E ora sotto con qualche domanda.  Quando ha capito che la A non era solo un miraggio o un sogno?  «Nel girone di andata eravamo andati benissimo. Abbiamo acquisito via via consapevolezza delle nostre possibilità. È seguito un periodo di difficoltà, anche perché giocavamo quasi sempre con gli stessi uomini, senza troppe alternative di ricambi. Poi la volata finale. E la sicurezza di farcela soltanto al triplice fischio dei playoff contro il Padova, compagine temibilissima».  Uno dei segreti dell'allenatore Tesser?  «E' capace di preparare al meglio ogni partita. Tatticamente azzecca le mosse giuste, soprattutto nella considerazione delle caratteristiche degli avversari. Sul piano umano lo senti sempre vicino, nella buona e nella cattiva sorte. Consiglia, incoraggia, dà fiducia. Ci capiamo perfettamente anche sul piano caratteriale».  Prospettive?  «Lo scudetto del Novara sarà logicamente la salvezza. Credo che la sfida per restare in A investa soprattutto le altre neopromosse Siena ed Atalanta, e poi vedo il Cesena e il Lecce».  «Ne è passato di tempo - rievoca Francesco - dall'epoca in cui, a 13 anni, militavo nei giovanissimi del Pisa sotto la guida di Marco Masi. E' rimasto nel mio cuore».

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