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Pisa

Masini: c'è bisogno di un attaccante? Eccomi

Massimo Berutto
Masini in azione all’Arena
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Masini in azione all’Arena

La punta dell'Ascoli sarebbe contenta di giocare nella sua città

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 PISA. Un pisano doc all'imbocco della fase più matura della propria carriera e in cerca di un'occasione per prendere il largo. Simone Masini, 27 anni, dopo la lunga permanenza nella Lucchese fino al fallimento del 2008 (a parte l'esperienza in B a Cesena), era tornato in cadetteria con l'Ascoli, ancora proprietario del suo cartellino. In maglia bianconera però solo 17 presenze, un anno in prestito a Lanciano (con Dino Pagliari nel 2008-09) e gli ultimi 6 mesi a Monza.  Simone, in Brianza una lunga ricorsa dall'ultimo posto ai playout, vanificata dallo spareggio con il Pergocrema...  «Sono arrivato a febbraio e ho giocato 8 partite da titolare. Purtroppo ho saltato le ultime per infortunio».  A Monza ancora rammentano la finale persa con il Pisa...  «Mi è stato ricordato subito dopo il mio arrivo. Comunque a Monza sono stato poco e bene. Venivo da Ascoli, dove ero fuori rosa e volevo riprendere a giocare».  La compagine marchigiana non ti ha convocato per il ritiro...  «Siamo una decina i non convocati. Abbiamo chiesto il reintegro e credo che tra pochi giorni rientreremo in gruppo».  Due stagioni fa eri in prestito a Lanciano, agli ordini di Pagliari...  «Ho un buon ricordo. Partimmo con grandi propositi, ma purtroppo non riuscimmo ad agganciare le zone alte della classifica».  Che tipo di allenatore è il mister nerazzurro?  «Bravo e preparato. Conosco anche il suo secondo Maurizio Tacchi. A parte le mie parole, a parlare in favore di Pagliari è lo scorso anno: ha dato una svolta al campionato del Pisa».  Pagliari cosa chiede di particolare agli attaccanti?  «Non vuole due punte allineate, ma disposte in verticale. Non è facile interpretare ciò che lui chiede, perché è molto esigente».  La presenza di Pagliari può avvicinare la realizzazione del tuo sogno di vestire il nerazzurro?  «Non saprei. Ricordo che uscimmo da quella annata entrambi molto delusi per gli obiettivi non concretizzati. Quanto a me, mi piacerebbe veramente giocare nel Pisa. Ormai lo sanno anche i muri».  Nella scorsa stagione, prima dell'arrivo del tecnico maceratese, si parlò di un tuo possibile arrivo...  «A gennaio in effetti ci fu un mezzo discorso, ma non si concretizzò. Camilli aveva attaccanti in esubero a Grosseto e qualcuno è stato mandato a Pisa. Adesso sto cercando nuovamente squadra, perché ad Ascoli non vorrei rimanere. Pisa sarebbe l'ideale».  Hai seguito le vicende dei nerazzurri?  «È stata un'annata di transizione, ma la squadra veniva dalla serie D. Adesso, con un assetto societario delineato e un allenatore importante come Pagliari, il Pisa potrebbe dare una svolta».  La Lucchese invece è al secondo crack in tre anni...  «Mi dispiace molto per Lucca. Un peccato non si possa disputare il derby».

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