Sicurezza
Radioscalino parte all'attacco
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TIFOSI.Ciabatti (Radioscalino) «Mantenete le promesse fatte due estati fa»
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PISA. Dopo il Centro Coordinamento, i gruppi della Curva Nord, due tifosi storici come Tonini e Sbrana e il comitato Vecchio Cuore Nerazzurro, anche il Club Radioscalino interviene sulle vicende societarie, con una nota diffusa dal presidente Ardimanno Ciabatti. «Ci siamo finora tenuti fuori dal dibattito sul futuro assetto societario del Pisa, - spiega Ciabatti, - ma alcune posizioni recentemente espresse da pseudo organizzazioni del tifo nerazzurro ci inducono a rompere il silenzio che era stato rigorosamente osservato per non alimentare contrapposizioni in una fase di per sè già contrassegnata da gravi contrasti». Secondo Radioscalino «ancora una volta stiamo passando un'estate rovente (per noi lo è anche climaticamente visto che l'insensibilità del Pisa e dell'Amministrazione comunale ci hanno lasciato per lungo tempo privi del nostro abituale ritrovo e dunque costretti a radunarci nel piazzale di un parcheggio) durante la quale si decideranno le sorti della società». E il braccio di ferro fra Camilli e Battini? «Francamente non ci entusiasma. Al contrario, ne siamo fortemente preoccupati. Avremmo preferito che le loro migliori energie fossero spese al servizio di un progetto comune, come è stato negli ultimi due campionati. Ma non si può essere padroni del destino altrui. Ad entrambi vorremmo semplicemente ricordare gli impegni presi, davanti agli sportivi e alle autorità cittadine, con una certa solennità, nell'estate del 2009. Nero su bianco c'era un progetto che parlava di magnifiche sorti progressive del nostro Pisa, con traguardo minimo la serie B da raggiungere nel volgere di quattro anni. Il progetto sembra essersi interrotto dopo due stagioni in cui è stato fatto un doppio salto di categoria che ha permesso alla squadra di tornare tra i professionisti e in Prima divisione. Adesso i due soci mostrano di non voler più stare insieme e per questo il progetto rischia di incagliarsi». Da quale parte schierarsi? «Non vogliamo parteggiare per nessuno dei due contendenti. Prima di pronunciarci ci piacerebbe avere delle risposte. Da Battini vorrremo sapere se è in grado di superare quell'affermazione, fatta recentemente, secondo la quale lui avrebbe le forze economiche solo per affrontare la prossima stagione prima di essere costretto a portare le chiavi della società al sindaco. Sono queste le prospettive legate alla sua scalata alla maggioranza assoluta delle quote del Pisa? Un campionato e poi tutti a casa, magari ripartendo da un altro fallimento? A Camilli vorremmo chiedere se è in grado di impegnarsi in prima persona nella conduzione del Pisa, oppure se pensa di eterodirigerlo dalla lontana Tuscia. Gli vorremmo anche chiedere se è intenzionato a guidare la società nerazzurra con il paravento di personaggi che servono solo a coprire il suo macroscopico conflitto di interessi con il Grosseto. Questa non è una garanzia semplicemente formale, ma la cartina di tornasole del ruolo che deve avere il Pisa: una società e una squadra che possono vivere in piena autonomia oppure solo il tubo di scappamento del carburante bruciato dal club maremmano? Speriamo di avere risposte chiare, dalle quali dipenderà il nostro orientamento, perché la nostra fiducia non si compra a scatola chiusa». Conclude Ciabatti: «Ai due contendenti ci permettiamo una raccomandazione finale. Chiunque vincerà il braccio di ferro dovrà mettere al primo punto del suo programma la ritrovata fiducia e unità della tifoseria, che resta il patrimonio più grande del Pisa. E per farlo, alla luce di tante esperienze anche recenti, consigliamo un'opera di disinfestazione dei tanti parassiti che ammorbano nei dintorni della società. Buon Ddt a tutti».
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