Sicurezza
Pisa in ritiro a Peccioli dal 24 luglio
Massimo Berutto
È questa la scelta (quasi) definitiva dove preparare il campionato
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PISA. A meno di improbabili sorprese, sarà Peccioli la sede del ritiro precampionato nerazzurro a partire dal 24 luglio. Un parto difficile per una decisione non banale, visto che gli esperti sono concordi nell'affermare che la fase estiva sia la più critica, delicata e determinante di ogni stagione. Lo scorso anno la truppa rossocrociata si trasferì a Chianciano Terme, mentre nella fretta dell'estate 2009, con la squadra ricostruita a tempo di record dopo il fallimento, si preferì la più vicina Terricciola. Il Pisa per ben 8 anni ha avuto base fissa nella modenese Pievepelago, dove si progettarono tutti i tornei di C1 dal ritorno in terza serie del 1999 alla promozione in B (2006-2007). Poi il presidente perugino Leonardo Covarelli preferì tenere la squadra sott'occhio in Umbria, a Norcia, località confermata anche dal successore Luca Pomponi. Volterra e Pescia. Romeo Anconetani, che come è noto era molto scaramantico, iniziò la sua avventura a Pisa partendo per Scansano (nel grossetano), ma presto scelse due mete predilette: l'Hotel San Lino di Volterra per la preparazione estiva e l'Hotel Villa delle Rose a Pescia per i ritiri punitivi nel corso delle annate. Una regola che venne violata nell'estate 1985, quando il Presidentissimo optò per Cascia all'alba di un campionato che si sarebbe concluso con la retrocessione in cadetteria. Immediato e automatico il ritorno a Volterra. Gioie e amarezze estive. In ritiro non si assegnano punti, ma si incamerano energie. Eppure in certi casi è lì che si festeggiano successi insperati o si consumano drammi calcistici. Il Pisa era a Volterra il 5 agosto 1986 quando fu annunciata la notizia del ripescaggio in A (ai danni dell'Udinese), festeggiata con fiumi di spumante, mentre il gruppo era già rientrato in città il 28 agosto, giorno della sentenza opposta che sancì il ritorno in B. Sempre nella città dell'alabastro si consumò l'ultimo atto del Pisa Sporting Club, il primo agosto 1994, con il mesto fuggi fuggi dei giocatori ormai svincolati dal fallimento societario. A Volterra tornò il Pisa Calcio alla fine degli anni '90, in una cittadina che aveva accolto il team nerazzurro anche prima di Romeo. La rosa era invece nel quartiere generale di Chianni nel 1995, al momento in cui Signorini, Lucarelli e gli altri giocatori di allora appresero che erano stati ripescati (stavolta senza ripensamenti) in serie D dopo una stagione in Eccellenza. Idem (ma verso la prima Divisione) accadde lo scorso anno a Chianciano Terme. Dalla Romagna a San Rossore. Negli anni 60-70 il Pisa viaggiò molto, alla ricerca di luoghi freschi dove andare a faticare. Il collettivo della prima storica promozione in A (1968) si allenò a Bagno di Romagna (nella terra di mister Renato Lucchi). Negli anni precedenti aveva conosciuto Gavinana (Pistoia) e nelle stagioni successive frequentò, oltre a Volterra, Pian Castagnaio (nell'amata Siena del tecnico Lauro Toneatto), San Casciano Val di Pesa (senza imbattersi nel Mostro di Firenze...), la grossetana Castel del Piano, Barga, o talvolta rimase in provincia, ad esempio a Casciana Terme. Luoghi più o meno lontani dalla Torre pendente. Il record assoluto (e imbattibile) di vicinanza fu collezionato nel 1972-73: infatti la squadra nerazzurra si spostò dall'Arena Garibaldi a San Rossore. Se i soldi in cassa sono pochi, bisogna fare di necessità virtù.
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