Il dolore
Dolcetti, l'ex con Anconetani nel cuore
Antonio Tognoli
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Aldo Dolcetti Era il regista fine anni Ottanta, ora allena la Primavera del Milan
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PISA. Quattro stagioni in nerazzurro (di cui tre in serie A e una promozione dalla serie B), per Aldo Dolcetti da poco promosso allenatore della Primavera del Milan. Dopo le prodezze sul campo (dal 1987 al 1991), sono arrivate le soddisfazioni anche in panchina per l'ex bandiera nerazzurra. Un regista che sapeva imprimere talento e personalità. Dopo tanta gavetta è arrivato il successo anche in panchina... «Direi che allenare la Primavera del Milan è una grande occasione perché si entra in contatto con un ambiente eccezionale e ricco di entusiasmo». Prima di arrivare al Milan hai avuto anche altre esperienze. «Dopo le esperienze come allenatore in seconda a Firenze e Brescia con Cavasin ho scelto una strada sconosciuta in Bulgaria all'Honved, che mi ha insegnato molto, poi sono tornato in Lega Pro con la Spal dove la prima stagione è andata benissimo, mentre la seconda sono stato esonerato». Perché hai abbandonato l'idea di allenare in Lega Pro? «Ho capito che non era per me la via giusta, perché dà un senso di precarietà da tutti i punti di vista. Ho pensato che tempo per allenare in serie A ce ne sarà tanto e quindi ho ritenuto giusto dedicarmi ai giovani che sono un patrimonio da valorizzare per il futuro. In questo senso il Milan mi dava molte garanzie». Inter e Milan, una sana rivalità calcistica che si è trasformata negli ultimi anni in una colonia di ex giocatori del Pisa di Romeo Anconetani... «E' vero e quest'anno ancora di più visto che oltre a Bernazzani, Nista, il pisano Rapetti si è aggiunto anche Caneo. Una sorta di rimpatriata nel nome di Romeo, che risuona molto spesso nelle nostre discussioni. La gente quando ci incontra in tutti gli stadi ci ricorda come i giocatori del Pisa di Romeo Anconetani, un vero padre per tutti quelli passati da Pisa in quegli anni». Come vivete da ex Pisa, questa sorta di derby rossonerazzurro? «Ci sentiamo prima dei derby come è successo lo scorso anno, ma è una sana rivalità e non paragonabile sicuramente a quella che c'è tra i tifosi dell'Inter e del Milan». Tornando all'attuale, segui le vicende del Pisa? «Sempre, anche se sono lontano. Non dimentico l'affetto dei tifosi del Pisa e spero che la squadra nerazzurra prima o poi torni a brillare come ormai non fa dai tempi di Romeo». Proprio il Pisa sta trattando in questi giorni giocatori della squadra Primavera del Milan. Che cosa ci puoi dire? «Ci sono giovani interessanti che cercano di trovare spazio in squadre di B o di Lega Pro per fare esperienza come i difensori Pasini e De Vito e come gli stessi Santonocito e Berretta, anche se questi ultimi due ambiscono forse a categorie superiori». Se dovessero arrivare potrebbero essere acquisti di spessore? «Sono sicuramente buoni talenti, ma l'impatto del campionato di Lega Pro o di una serie B e poi in una piazza importante come Pisa sono sempre un terno al lotto».
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