Gioco
La Tazza d'Oro vince il torneo di calcio antirazzista
Gabriele Orsini
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La formazione della Tazza dOro che ha vinto il torneo Iniziativa di Rebeldia. Sconfitto in finale il Senegal, mentre il Brasile conquista la terza piazza
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PISA. La Tazza d'Oro ce l'ha fatta, la sesta edizione della "Coppa del Mondo Rebelde" è sua. I ragazzi della caffetteria di via San Martino hanno sconfitto in finale il Senegal per 6 a 4 riscattando così la bruciante uscita di scena in semifinale dello scorso anno. Nella partita per il terzo e quarto posto invece il Brasile ha superato l'Arciragazzi conquistando l'ultimo trofeo disponibile. L'appuntamento con il campionato di calcio a 5 antirazzista organizzato dal Progetto Rebeldia al circolo Arci Pisanello di Riglione con il supporto tecnico di Legacalcio Uisp Pisa, si è confermato uno dei più interessanti dell'inizio estate pisana. Ancora una volta il torneo che vede impegnate le principali comunità di migranti pisane prende in contropiede razzismo ed intolleranza, dimostrando con un pratico esempio che la convivenza tra diversi è capace di arricchire la nostra società. Tanta gente a bordo campo per assistere alle partite, ma soprattutto per ribadire il concetto che «il calcio può essere l'elemento unificante contro un'anacronistica cultura xenofoba che sembra permeare la società e le nostre città nel profondo», come spiega il comunicato degli organizzatori. Dal 12 giugno al 3 luglio sul campo si sono mescolati italiani e non, ragazze e ragazzi, comunitari e non, "regolari" e senza permesso di soggiorno, tutti alla pari e senza alcun tipo di distinzione. Per il secondo anno si è giocato con la regola delle rose "allargate" anche a giocatori di altre squadre, che ha riproposto quel "meticciato sportivo" che nell'edizione 2010 aveva convinto un po' tutti. Al mondiale Rebelde hanno giocato anche i ragazzi richiedenti asilo ospiti del centro di San Piero a Grado, protagonisti delle recenti polemiche tra Confcommercio ed amministrazione a proposito dell'accoglienza nell'ex ospedale del Calambrone. E naturalmente, di tutto ciò, a Rebeldia ne sono orgogliosi. «A Pisanello - spiegano i giovani del cartello che raduna numerose associazioni pisane - si è dimostrato che non solo, come è ovvio, non danneggiano un bel nulla, ma anzi arricchiscono il prossimo portando le loro storie e trasmettendo il sorriso di chi è arrivato come forestiero e ora vuol essere ottimista e sperare in un futuro migliore». Come è successo già lo scorso anno, il torneo è stata anche l'occasione per Rebeldia di «richiamare il Comune di Pisa al rispetto dell'impegno preso con le 33 associazioni del Progetto - si legge ancora nel comunicato - quello dell'assegnazione di una nuova sede senza sotterfugi o cervellotiche ed improbabili manifestazioni di interesse».
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