Finanza
Camilli rilancia: «Non mollo e compro io»
F.Loi - L.Vannozzi
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COMANDANTE. Un momento di esultanza durante il campionato Slitta ancora la stima del valore delle quote, mentre salta l'assemblea di sabato 9
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PISA. «Non mollo, e sono io che compro se il prezzo è giusto». Altra puntata del duello per il controllo dell'Ac Pisa. Piero Camilli non si tira indietro. E sulla falsariga del precedente «o io o lui (cioè Battini, ndr)» rilancia a modo suo: «L'idea di dare un incarico ad un esperto è stata mia e non di Battini. Non confondiamo la realtà, perchè io le quote le voglio comprare e non vendere». Ma questa situazione interlocutoria del club non dà fastidio a Camilli? Risposta secca: «Il fastidio me lo crea molta gente che apre bocca e non sa cosa dice. L'avvocato Bottone? Non lo conosco nemmeno. La sua quota dell'1% la pago io, quindi sarebbe meglio se stesse zitto. Sappiamo tutti che la situazione si è rotta per via della cittadella dello sport; ed è saltata per motivi evidenti che adesso non è il momento di spiegare. Un giorno parlerò e non si immaginano nemmeno a chi lo racconterò, o forse sì. Io non sono tonto». Se dovesse prendere tutto Battini, Camilli la considererebbe una sconfitta? «Assolutamente no. Comunque ripeto che non mollo: se mi viene proposto un prezzo giusto per il 49% compro tutto io». La replica di Bottone: «Camilli non mi conosce? Sono sorpreso, visto che sono socio e consigliere del club. Voglio solo chiarezza dai soci sulle loro reali volontà. L'1% non è mio, ma della città e dei tifosi, che poi sono coloro che a Camilli e agli altri hanno donato il titolo sportivo». Dunque, le trattative tra i soci, anche se in modo insolito, sono cominciate. Questi scambi di opinioni e posizioni a distanza assomigliano alle premesse di un negoziato. Lo snodo resta quello della stima. Ma chi dovrà farla? Potrebbe saltare l'assemblea dei soci fissata per il 9 luglio, da riconvocare quando altre carte saranno sul tavolo. Intanto si comincia ad accelerare per i giovani: ormai è caccia aperta agli under che serviranno a guadagnare i contributi di Lega. Anzitutto i nerazzurri sembrano aver superato la concorrenza per il terzino Amedeo Benedetti. Il difensore, di proprietà del Chievo, ha rifiutato il passaggio alla Spal. E non ha preso in considerazione l'ipotesi Cremonese. A Ferrara ci sono rimasti male: la motivazione alla base del no del giocatore sarebbe da legarsi alle poche certezze di riscuotere lo stipendio con puntualità. Al di là dei rapporti tra soci, il Pisa da questo punto di vista si è creato una buona fama; e in alcuni casi può fare la differenza. I nerazzurri hanno anche trovato un accordo verbale per un centrocampista: Luca Berardocco, altro classe 1991, mediano del Pescara, qualche presenza in B. Il suo arrivo però è ancora a rischio, essendo la pedina di scambio individuata dal Pescara per arrivare a Balzano dell'Atletico Roma. Gioca invece nella Primavera del Genoa Alhassan Masahudu, ghanese, classe 1992, esterno di centrocampo. C'è da vincere la concorrenza di Spal e Reggiana.
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