Il Tirreno

Pisa

DALLA A ALLA LEGA PRO

Le società sommerse da un mare di debiti

Il presidente della Lega Pro Mario Macalli
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Il presidente della Lega Pro Mario Macalli

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 PISA. Tira una brutta aria dalla Serie A alla Lega Pro. Infatti il dossier di Figc, Arel (Agenzia di ricerche e legislazione) e PricewaterhouseCoopers (azienda internazionale al servizio delle imprese) lancia un allarme. Tra A, B e Lega Pro, su un fatturato di 2,5 miliardi di euro, i costi ammontano a 2,8 miliardi e la perdita netta è di 346 milioni. Il problema è che la perdita è in crescita del 15% negli ultimi tre anni. In Lega Pro il costo del lavoro incide sull'85% delle entrate, la perdita complessiva è di 69 milioni ed il patrimonio netto è calato a 3 milioni. Il dato allarmante riguarda la singolare statistica degli ultimi 25 anni: 133 società professionistiche non si sono iscritte ai campionati (1 in A, 8 in B, 43 in Prima divisione, 81 in Seconda). Sul mondo del pallone gravano 2,7 miliardi di debiti di cui 2,3 in A, dove c' è stata una crescita triennale del 26% dei debiti finanziari e del 24% di quelli commerciali. Non va meglio in A ed in B. Nella massima serie, i ricavi da stadio sono ormai nulli: +0,3% dal 97-98 al 2009-10. Ne consegue la scarsa per non dire nulla attenzione rivolta ai settori giovanili, cui viene riservato il 5,6% del fatturato. S.M.

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