Attenzione
Piero Braglia, l'incontentabile
Massimo Berutto
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MISTER PROMOZIONE. Braglia Promosso l'amatissimo ex allenatore nerazzurro
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PISA. «Grande Piero!». Un'esclamazione, quasi una parola d'ordine, percorre da domenica le strade della nostra città e i sentieri virtuali della Rete. Naturalmente il soggetto non può che essere Piero Braglia, vittorioso nella finale playoff dello stadio Flaminio di Roma al timone della Juve Stabia. Terza promozione in B nella carriera del mister maremmano, dopo il primo posto ottenuto a Catanzaro nel 2003-04 e ovviamente il successo nei playoff del 2007 a Pisa. La risposta con i fatti alle critiche ricevute ogni anno dal tecnico più infallibile della Lega Pro. C'è chi contesta i suoi modi burberi, chi lo accusa di far sparire i palloni quando vince o di badare troppo al sodo in barba all'estetica, eppure anche stavolta è lui a festeggiare, con una vittoria corsara che non lascia spazio a fraintendimenti (0-2) dopo lo 0-0 dell'andata. Fra le 3 affermazioni collezionate in C1 sicuramente l'ultima è stata la più difficile: dal quinto posto, il gradino più basso della griglia di partenza, con il conseguente imperativo di vincere in ogni turno e in una piazza incandescente come Castellammare di Stabia. Altri due ex in festa. Insieme a Braglia (e al suo vice Mauro Isetto) festeggiano giocatori con trascorsi in nerazzurro. Ancora una promozione in B (pur senza realizzare il pallonetto decisivo) per Nicola Ciotola, subentrato al 40' della ripresa per fare le veci di Adriano Mezavilla (a Pisa nel 2007-08). Il brasiliano è stato poi espulso dalla panchina nel convulso finale di gara, sospesa momentaneamente per lancio di oggetti dagli spalti, uno dei quali ha colpito il campano Fabbro. Corsi e ricorsi. Un curioso particolare lega la soddisfazione di Braglia nel presente alla gioia provata nel passato nerazzurro. Anche nel 2007 l'ultimo avversario della stagione regolare fu il primo rivale nei playoff. Il Benevento come 4 anni fa il Venezia. Medesimo il risultato finale, con vittoria in casa per la Juve Stabia e pareggio in terra straniera, anche se in ordine inverso rispetto al glorioso precedente. Stavolta non è stato un giovane attaccante alla Ceravolo a trascinare la squadra di Braglia a suon di gol, ma l'anziano difensore Morris Molinari, in rete sia nell'andata della semifinale che nel ritorno della finale. Fondamentali anche i centri dell'eterno Giorgio Corona (implacabile in zona Cesarini) e Nazzareno Tarantino. Quest'ultimo, che a gennaio era stato in procinto di arrivare a Pisa in cambio di Calori, ha lasciato il segno realizzando il rigore decisivo nella natìa Benevento e consegnando a Re Giorgio la palla della serie B.
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