Il dolore
Pisa, sono iniziate le trattative
Francesco Loi
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SOCI CONTRO. Piero Camilli sembra proprio salutare Pisa. Più a destra Carlo Battini con Pagliari Ma emerge subito una grande distanza tra Camilli e gli altri soci
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PISA. Carlo Battini studia i bilanci. E Piero Camilli non si muove dalla richiesta, già rifiutata dagli altri soci, per cedere il suo 51% (compreso il 31 in mano all'avvocato Valentini). Dopo l'animato summit di Chianciano Terme, il destino dell'Ac Pisa 1909 è ora in una fase intermedia. Alcune carte sono state messe sul tavolo, ma forse non ancora tutte. I negoziati tra i due soci di riferimento sono cominciati: siamo però solo alle prime battute. «Se ci incontreremo di nuovo a breve? Non lo so, può darsi», ammette Battini. C'è chi dice che domani sarebbe il primo giorno utile per un altro faccia a faccia. O se non altro per avere le prime risposte dirette alla proposta di Camilli e soprattutto alla controproposta che Battini starebbe preparando. Ma la situazione non è così semplice. L'amarezza è tanta, non si crede che la rottura sulla cittadella dello sport sia alla base di tutto. «Camilli pensa di essere stato messo di mezzo? Ci rido sopra - dice lo stesso Battini -. Nessuno ha cambiato le carte in tavola. Si vuole creare un incidente che non c'è per fare scelte diverse rispetto a cose che fino a quindici giorni fa sembravano oro colato». Le posizioni in campo sono articolate. Camilli ha già detto la sua: «Basta con il Pisa, voglio vendere le mie quote e non ci sono possibilità di ripensamento». Il particolare, non secondario, è che il Comandante controlla il 51% della società: è il personaggio di riferimento, non può lasciare tanto facilmente. Ma quanto vorrebbe Camilli? Battini: «Vuole recuperare quanto ha messo nel Pisa e non riconoscere i debiti in corso. Dobbiamo farlo ragionare: è impensabile che nel calcio non si rimetta nemmeno un soldo. Pensate che solo di tecnici, compresi i tre staff, si è speso 500mila euro». La somma delle due voci si traduce in 2-3 milioni di euro. A queste condizioni, se confermate, la trattativa non può andare avanti. Anzi, nemmeno si può aprire. Ecco perchè i negoziati devono essere considerati al primo passo. Sull'altro fronte, Battini ha anzitutto intenzione di leggere le carte, ovvero i bilanci. Sarà quello il punto di partenza per effettuare una contropoposta. «Avevo sempre pensato di andare avanti insieme, in caso contrario andrà avanti uno dei due», aveva detto nei giorni scorsi. Il suo pronostico è stato rispettato. E se Camilli ribadisce in ogni circostanza l'intenzione di lasciare Pisa, Battini è intenzionato ad andare avanti. Ma devono esserci determinate condizioni. Infatti, la soluzione che si potrebbe pensare più immediata - il passaggio di tutte le quote controllate da Camilli a Battini - non è praticabile. «Piero ha la pretesa di vendere per forza a me. Camilli ha provato per settimane a trovare qualcuno, ma non ci è riuscito. E perchè devo prendere tutto io? Non sono un socio di maggioranza». Secondo alcune indiscrezioni, Battini potrebbe pensare di rilevare la parte di quote (20%) direttamente in mano a Camilli; in questo modo avrebbe una larga maggioranza, considerato il 40% già in suo possesso. Ma la parte più pesante da collocare è quella dell'avvocato Valentini, legale di fiducia del Comandante, che corrisponde al 31% del pacchetto totale. Urge trovare un nuovo socio o nuovi soci per completare il mosaico. Ma qualcosa all'orizzonte c'è? «Un amico mi ha detto: ti do una mano. Però quando gli ho riferito le richieste di Camilli non ci credeva», assicura Battini. Si è parlato di un ulteriore tentativo verso Bulgarella, ma è arrivato un altro stop. La forte richiesta per il 51% in qualcuno ha provocato una domanda: ma la volontà di vendere è reale? Battini rivela: «Camilli mi ha detto che gratis avrebbe preso le mie quote, ma che voleva anche le mie quote sulla cittadella». Questo per quanto riguarda le prospettive nerazzurre. C'è poi tutta la partita dell'immediato, ovvero ciò che serve per iscrivere la squadra alla prossima stagione senza incorrere in penalizzazioni. Bisogna saldare stipendi e contributi dei tesserati fino alla mensilità di aprile; bisogna coprire la fidejussione da 600mila euro; e garantire la domanda di iscrizione. Servono sui 400mila euro per sistemare tutto, considerando che dalla prossima settimana la Covisoc comincerà i controlli. Camilli, staccandosi in modo definitivo, non avrebbe l'intenzione di accollarsi, per la sua quota, questo impegno. Dunque, la palla torna agli altri soci. Battini: «Andrò a trovare Piero, vedrò di farlo ragionare».
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