Sicurezza
Si decide oggi il destino del Pisa
Francesco Loi
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A sinistra il tifo della Curva Nord Sopra Camilli con Cesare Cava A destra la prima volta di Battini e Camilli a Pisa quando stavano per recarsi dal sindaco a chiedere di acquistare la società Incontro tra Carlo Battini e Piero Camilli. Ancora tante le incertezze
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PISA. Ci sarà oggi l'atteso incontro tra i soci. Non a Pisa e nemmeno ad Acquapendente. Ma ci sarà. La conferma arriva dal presidente Carlo Battini: «Sì, finalmente riusciamo a vederci». E' il summit che dovrà aiutare a definire il futuro dell'Ac 1909, sempre più avvolto nelle incertezze. Piero Camilli vuole vendere le quote; e dal suo giro non arrivano segnali di ravvedimenti. Ma sarà un incontro davvero decisivo? Difficile dirlo. Anche Battini fatica a sbilanciarsi. «Io mi presenterò nella maniera più tranquilla possibile. Sono contento che finalmente ci vediamo di persona. Cosa spero? Che ci sia cordialità, come sempre, e che prevalga il buonsenso. Però non so cosa aspettarmi: ultimamente Piero è stato un po' ondivago». Un punto fermo: «Abbiamo tutti investito tanti milioni in questa esperienza. Partiamo da questo presupposto o poi vediamo quello che succede». Vicenda particolare e complessa, questa del club nerazzurro. C'è chi vuol vendere (Camilli). Ma c'è chi vuol comprare (tutto il 51% delle quote)? Anche perchè di questi tempi, nel calcio e nell'economia, non è certo semplice conbinare affari. Di sicuro non è una cosa che si risolve dall'oggi al domani. Nel mezzo c'è anche una società da portare avanti, con scadenze importanti di fronte. Per solidità economica l'Ac Pisa è una rarità, non solo a livello di Lega Pro. Restano però da pagare gli stipendi di aprile; e occorre farlo in tempi abbastanza rapidi. Tra una decina di giorni cominceranno le verifiche della Covisoc sull'esistenza dei requisiti per l'iscrizione: aver liquidato i pagamenti fino ad aprile sarà essenziale. Inoltre serve predisporre la fidejussione e gli altri adempimenti. Questo i soci dovranno garantirlo. Camilli vuol lasciare dopo i tanti «troppo» pronunciati in questi mesi, pur senza far trasparire una volontà così drastica. Troppi chilometri di distanza tra i suoi centri di interesse e Pisa per potersi occupare più direttamente della squadra. Troppi i soldi spesi, più del previsto, anche per errori ammessi, nella gestione calcistica. Forse anche gli impegni politici sempre più pressanti, su fronti diversi, hanno inciso. Il ribaltone comunque non era atteso. E la sensazione è che i dissidi legati al progetto della cittadella dello sport non spieghino la mossa fino in fondo. Ora sono tante e complicate le questioni in ballo. Una sola riunione, quella di oggi, non può essere sufficiente. In città sale il livello della preoccupazione. Si è attivato il "comitato di crisi", a cominciare dalle istituzioni e dai tifosi. Se Camilli non torna indietro, e non sembra voler tornare indietro, sarà necessario imboccare una nuova strada. Battini è pronto a garantire la continuità, ma servono anche aiuti concreti per la categoria. Solo il confronto diretto con il Comandante può sciogliere i primi nodi. E fugare i timori sulle prospettive nerazzurre che si stanno affacciando.
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