Sicurezza
La Di Centa e la Romano a Palazzo Blu
Non basta il talento per essere campionesse
Daniela Salvestroni
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PISA. Per diventare campioni nello sport il talento non basta, occorrono impegno, tenacia e determinazione, soprattutto se si è donne. Per arrivare al top il lavoro dura tanti anni, ma non si vince con la cattiveria: meglio il sorriso che destabilizza gli avversari. È il messaggio ai giovani di Manuela Di Centa, pluricampionessa olimpica di sci di fondo e deputato, e di Tanja Romano, campionessa mondiale di pattinaggio a rotelle, ospiti della Fondazione Caripisa a Palazzo Blu. Nell'incontro dedicato a "Donne e sport", coordinato dalla giornalista Maria Antonietta Schiavina e collegato alla mostra "Donne d'Italia. La metà dell'Unità", sono emersi tutti gli ostacoli che le due campionesse hanno dovuto superare. La discriminazione delle donne e i problemi di salute sono stati al centro del racconto della Di Centa che ha esordito ringraziando il prof. Aldo Pinchera presente in sala. «Sono legata al professore da un rapporto profondo, perché mi ha sostenuta in un momento difficile della mia vita che tanti non conoscono. Gli diedi del pazzo quando mi disse che sarei guarita in sei mesi dalla malattia alla tiroide, ma mi sono dovuta ricredere e dopo tre mesi ho conquistato le mie medaglie più belle. Nel 1994 a Lillehammer sono salita sul podio con l'idea che la mia guarigione doveva servire a tutti i malati. Pisa rappresenta tanto nella mia vita, anche se il mio ricordo è legato alla clinica di S. Rossore». Nello sport le donne erano discriminate, soprattutto nello sci di fondo, tanto che la squadra azzurra femminile risale al 1982. «Ho subito tante umiliazioni in quanto donna - racconta la Di Centa - ma mi dicevo - Verrà un giorno che le cose cambieranno». Il percorso è stato difficile, ma ho sempre tenuto duro. Anche stando fuori dalla federazione per tra anni, perché non ero d'accordo con le regole che imponevano alle donne la decurtazione del 30% del premio di gara. Ma nello sport siamo riuscite a emanciparci prima e meglio rispetto ad altri settori. Oggi che sono deputato, mi capita spesso che ai convegni le persone mi scambino per una segretaria». Più semplice la carriera sportiva della Romano, iniziata nel 2002. «Non ho mai trovato discriminazioni - afferma - ma per arrivare al top bisogna comunque sputare sangue. Il talento serve, ma impegno, tenacia e determinazione sono fondamentali».
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