Il Tirreno

Pisa

NEGLI ULTIMI 10 ANNI

Per i nerazzurri impossibile programmare la stagione

Massimo Berutto
Dino Pagliari
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Dino Pagliari

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 PISA. È destino che a Pisa non si riesca mai a programmare serenamente e per tempo. Magari non è colpa di nessuno, ma è così, anche quando il campionato si conclude in largo anticipo come è successo proprio in questa stagione di Prima divisione.  Ormai la città ci ha fatto il callo. Le ragioni o le giustificazioni non mancano mai e sono sempre legittime (la crisi del calcio è sotto gli occhi di tutti), però è un dato di fatto che sotto la Torre Pendente, almeno nell'ultimo abbondante decennio, il Pisa non abbia potuto pianificare in fretta le annate e prendere d'infilata le squadre costrette (purtroppo o per fortuna) a giocare fino a giugno.  Con Pagliari come nel 2005. Per trovare una pausa chilometrica come quella attuale bisogna risalire alla stagione 2004-05: infatti negli anni successivi il Pisa ha disputato in sequenza i playout (nel 2006), due volte i playoff (prima in C1 e poi in B), poi un ultimo infinito campionato cadetto e la successiva agonia societaria, infine la Poule scudetto dilettanti di 365 giorni fa, conclusa con l'incertezza sul ripescaggio. Nel 2005 il campionato finì il 15 maggio all'Arena Garibaldi. Esattamente come quest'anno. Curiosamente anche allora a Pisa c'era Dino Pagliari, ma... da avversario. Due a zero sul Frosinone del tecnico marchigiano, con le prime ed uniche reti di Jadid e Mirko Ventura in maglia nerazzurra.  Mai sereni nel nuovo millennio. L'estate 2005 cominciò presto ma non fu esattamente tranquilla, caratterizzata dal trasferimento delle azioni dalla famiglia Mian-Gentili a Leonardo Covarelli. Fibrillazione anche nei mesi più caldi (in tutti i sensi) del 2004, quando per la prima volta Maurizio Mian annunciò di voler passare la mano. Nel 2003 ci fu l'amarezza-playoff della finale di Bergamo e la delusione per il ripescaggio della Fiorentina. L'anno precedente un altro cambio societario (anche se abbastanza anticipato), con il saluto di Gerbi e Posarelli, che avevano manifestato il proprio disimpegno già nel 2001. Nel 2000 la prima sfortunata esperienza negli spareggi-promozione in C1. Insomma, per voler trovare l'assoluta serenità bisogna arrivare al 1999 (12 anni fa), quando il Pisa stravinse il campionato di C2 e si godette una lunga luna di miele con la nuova categoria. Andando indietro, a parte il primo fallimento societario (1994) e il ripescaggio annullato in A (1986), la società ha quasi sempre organizzato i propri ranghi prima del solleone, favorito da un regolamento, rimpianto da molti, che fermava le trattative a luglio (non alla fine di agosto) e le riapriva per una breve finestra autunnale (non per l'intero mese di gennaio).

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