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Pisa

Pallacanestro. Il coach Forti: «Possiamo programmare la C1 in tre anni»

Sun Global, sfiorato l'exploit

Massimo Berutto
<b>BASKET. </b>Un&#146;azione di gioco
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BASKET. Un’azione di gioco

I ghezzanesi sono arrivati a un passo dalla promozione

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 GHEZZANO. La debuttante terribile Sun Global Service Gmv saluta la stagione 2010-11 con legittimo orgoglio. Il sogno di vincere il secondo campionato consecutivo, dalla D alla C dilettanti, si è distolto in semifinale playoff di C regionale contro un esperto e cinico San Vincenzo.  Il pronostico è stato rispettato senza che la compagine ghezzanese sia uscita minimamente ridimensionata, al termine di un'annata che l'ha vista costantemente ai vertici della graduatoria. Coach Cristiano Forti non può che essere soddisfatto: «Lo scorso anno abbiamo vinto il campionato di serie D con una stagione di anticipo rispetto ai programmi. Adesso Ghezzano può programmare la C1 in 3 anni». Il tecnico pisano passa in rassegna i suoi ragazzi.  Andrea Panattoni. «Non ha avvertito il salto di categoria. Uno dei giocatori più importanti della C2. Deve ancora acquisire dall'esterno la considerazione che merita. Ha una grande cultura del lavoro».  Tommaso Latini. «Una scommessa facile da vincere. Le sue referenze erano buone. Si è integrato benissimo, garantendo energia e qualità soprattutto difensiva».  Simone Franceschini e Iacopo Manetti. «Due ragazzi per i quali vale un discorso simile: sono stati martoriati dagli infortuni. Quando sono stati in salute hanno dimostrato di essere giocatori importanti, rispettivamente come difensore e tiratore».  Federico Bernini. «Non avrà molti punti nelle mani, ma come Franceschini è una sentinella nella muraglia difensiva».  Andrea Lazzeri. «A lui l'oscar della sfortuna: dopo un bellissimo girone d'andata, l'infortunio alla spalla lo ha frenato impedendogli di recuperare il ritmo. Merita altre categorie».  Gabriele Vanni. «È stato il nostro investimento estivo. Un leader silenzioso e un collante nello spogliatoio. Uno dei migliori pivot».  Gabriele Bianchini. «Lui è stato l'investimento di gennaio. Purtroppo è stato ostacolato dagli infortuni. Ha giocato i playoff con il pollice della mano destra fratturato. Un giocatore di passaggio, destinato alla C1 e alla B2».  Giovanni Lorenzi. «Si è ritagliato un ruolo importante, con lavoro e applicazione. Ha avuto la forza di non abbattersi quando inizialmente era escluso dalle rotazioni».  Guido Bolelli. «Era venuto da noi per aiutare i giovani a crescere, invece ha giocato molto e bene. Gli infortuni a ginocchio e caviglia lo hanno escluso dai playoff».  Lorenzo Nelli. «Ha giocato bene nei playoff. Niente male per un ragazzo del 1990».  Marco La Pusata. «Anche lui è stato sfortunato. Rappresenta un tesoro per la società».  Diego Dini. «Ha sofferto il salto di categoria a livello di ritmo, ma ha il fisico giusto. In futuro potrà fare la differenza».  Francesco Spandre. «Purtroppo è sempre stato infortunato. Merita un ringraziamento».  Luca Mariotti, Lorenzo Raimo e Leonardo Froli. «Li ringrazio perché ci hanno permesso di allenarci bene. Mariotti, un'94, ha esordito e persino segnato».  La chiusura di Cristiano Forti è dedicata a chi gli è stato più vicino: «Il mio pensiero va al mio vice Pietro Leoncini, a cui sono legato da un rapporto di amicizia. Se Ghezzano esiste è per merito di tre persone: Alvaro Leoncini, Carlo Bulleri e Luca Benedettini». Uno sguardo verso il futuro: «Con alcuni ritocchi possiamo essere protagonisti in C2».  

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