Sicurezza
Cambia il regolamento: scalati due anni in una stagione
Sorpresa, gli Under nerazzurri il 4 settembre saranno "vecchi"
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VECCHI Lanni e Ton: per la Lega Pro non sono più giovani 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Novità in vista in Lega Pro relativamente all'utilizzo dei giovani. E sempre meno vicine alle necessità dei club. Il comunicato ufficiale n.253/L ha evidenziato quali saranno i criteri da seguire nella prossima stagione agonistica. Per poter beneficiare dei corrispettivi federali viene posto il seguente obbligo di tesseramento: 8 calciatori professionisti nati dopo il 1º Gennaio 1989 (under 22) per le società di 1ª Divisione (10 in 2ªne). In ogni momento di ciascuna gara di campionato, esclusi i Play off e Play out, dovranno essere impiegati almeno due calciatori per la Prima Divisione (tre per la C2) nati dopo il 1º Gennaio 1991: le società sportive sono esonerate dall'obbligo di osservare la presente disposizione per un numero massimo di tre partite durante l'intera stagione esclusi i Play off e Play out. Sicuramente lodevole l'idea di favorire i vivai, dando la possibilità a due ventenni di essere sempre in campo e ad almeno altrettanti in panchina, mentre sono ben otto quelli sotto i ventidue anni che dovranno avere un contratto. Per molti addetti ai lavori resta l'angoscioso dubbio: chi ha ventitre anni cosa può fare? La domanda non è peregrina. Il Pisa ad esempio ha diversi giocatori del 1990: Lanni, Bizzotto, Ton (più Ilari del 1989): tesserabili come "giovani" ma non impiegabili in campo come tali. E mentre intorno ai 28 anni un giocatore raggiunge la sua massima maturità e a 30-32 può essere il classico vecchio marpione "da serie C", la fascia critica da 23 a 27 anni viene sostanzialmente tagliata fuori e spesso costretta a ripartire dai dilettanti, magari dopo essersi illusa per due-tre anni e avere lasciato per sempre gli studi o aver rinunciato alle altre possibilità di lavoro fuori dal calcio. A.Sc.
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