Il Tirreno

Pisa

Il Pisa ora fa un pensierino alla B

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PISA Qui a fianco un’immagine della gara di Benevento, più a destra l’avvocato Grassani

La società incarica l'avvocato Grassani di tutelarla come parte lesa

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 PISA. Non fateci la bocca, perchè la possibilità è remota. Ma il Pisa ha iniziato a fare i suoi passi, come parte lesa nella vicenda del nuovo scandalo calcioscommesse: e fra le molte ipotesi in campo c'è anche quella di una riorganizzazione totale non solo della Lega Pro ma anche della B.  Il tutto se la valanga travolgerà il calcio italiano a tal punto da costringere Federazione e Leghe a ridisegnare i format dei campionati, anche alla luce della tremenda crisi economica che rischia, da sola, di cancellare un terzo dei club di serie C. «E' vero, - afferma il presidente Carlo Battini, - ho incaricato la segreteria di contattare l'avvocato Grassini per dargli il mandato di tutelarci. In quanto parte lesa potremmo avvantaggiarci in classifica, visto lo sconquasso che è stato combinato».  La storia è nota: secondo l'accusa sostenuta dalla Procura di Cremona e totalmente recepita dal Gip, un'organizzazione fraudolenta truccava, o cercava di truccare, numerosissime partite di A, B e C. Il 21 marzo il Pisa giocava il posticipo di Benevento: il giorno prima l'organizzazione aveva perso un sacco di soldi con la partita Inter-Lecce e pensò di rifarsi "addomesticando" il match dei nerazzurri grazie ai "buoni uffici" di Paoloni. Il portiere beneventano Paoloni avrebbe dovuto distribuire, non si sa ancora a chi, 40mila euro affinché la gara finisse con la vittoria del Pisa e con almeno 4 reti segnate in tutto. Invece finì 1-0 per i locali, con lo stesso Paoloni protagonista di alcune ottime parate. E quanto al Pisa, un componente dell'organizzazione, Pirani, in una intercettazione telefonica, riferiva al socio Frediani: «Tramite il mio amico di Ravenna io lo sapevo che il Pisa non avrebbe ceduto di un millesimo». Come a dire, inutile anche provarci.  Nessuno, fra i molti accusati (16 in carcere o ai domiciliari, 28 indagati a piede libero), è accostabile al Pisa. Nè, fra le migliaia di intercettazioni, emerge negli atti pubblicati dal Gip cremonese alcun nome di nerazzurri: l'operato di Paoloni in Benevento-Pisa sembrerebbe più una millanteria nei confronti dei suoi soci che un reale tentativo di indirizzare illecitamente la partita.  Il presidente nerazzurro Battini afferma: «E' evidente che i nostri giocatori sono onesti: non sono considerati "contattabili" e ne sono fiero. A Pisa non gli manca niente, vengono pagati regolarmente e coccolati dalla società e dalla gente».  La società di piazza Mazzini è comunque molto arrabbiata: «Il nostro calcio è pulito, paghiamo stipendi e contributi, rispettiamo avversari e arbitri. Investiamo i nostri soldi e la nostra passione, come fanno i tifosi. E poi succedono queste cose... Andremo sino in fondo per tutelare i nostri diritti: quello che è successo è una cosa indegna e indecorosa. Evidentemente Calciopoli non ha insegnato nulla».  Così come il Pisa, anche altri club hanno già incaricato lo studio Grassani o altri avvocati di tutelarli. Fra questi il Frosinone retrocesso dalla B. Gli scenari possibili sono tanti: dalla penalizzazione in classifica alla retrocessione dei club che venissero condannati per responsabilità diretta, oggettiva o presunta per gli illeciti. Oltre alle maxisqualifiche per i giocatori coinvolti. E' ormai iniziato il ciclone, e un sacco di circostanze fanno pensare che le istituzioni del calcio vorranno fare luce fino in fondo sulla vicenda: se così sarà, nessuno scenario è impossibile per il prossimo campionato. Antonio Scuglia ALTRO SERVIZIO A PAGINA 5

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