Il Tirreno

Pisa

Il Pisa trascinato nel polverone

<b>CAPITANO. </b>Marco Carparelli
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CAPITANO. Marco Carparelli

Sotto inchiesta la gara di Benevento, ma la società è estranea ai fatti

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 PISA. C'è finito anche il nome del Pisa nel caos del nuovo scandalo legato al calcio scommesse. In particolare è la partita di Benevento ad essere stata inserita nell'elenco di quelle sotto inchiesta. Va detto subito che la società nerazzurra risulta estranea alla vicenda. Tutto deriva dal coinvolgimento nell'indagine del portiere del Benevento, Marco Paoloni.  L'inchiesta parte diversi mesi fa, dopo una partita della Cremonese. Gli investigatori portano avanti il loro lavoro, anche attraverso intercettazioni, e diventa oggetto di forte attenzione l'ultimo campionato. Tra cui la partita Benevento-Pisa del 21 marzo scorso, per la quale l'obiettivo della scommessa era garantire almeno 4 gol (la puntata era sull'over 3,5 e non quindi sul risultato finale) e in più sul "2". Proprio Paoloni era quello che avrebbe dovuto garantire l'operazione.  Il presunto tentativo di combine non è però andato a buon fine, dal momento che, come si ricorderà, la partita è stata vinta dal Benevento per 1-0 (rete di Evacuo nel finale). La società nerazzurra ha appreso solo ieri dai media quanto stava avvenendo, dell'indagine, degli arresti e di tutto il resto. Si fa notare anche che in quella gara era stata la squadra nerazzurra a condurre il gioco e ad avere avuto un elevato numero di occasioni da gol. Una delle quali, protagonista Carparelli, sventata dal portiere Paoloni con un bel riflesso a deviare il tiro sul palo.  Le manovre su quella partita, secondo quanto riportato dall'inchiesta, avrebbero coinvolto diversi personaggi che ritornano in moltre altre gare dell'indagine in corso, come Erodiani, Bellavista (ex calciatore del Bari), Pirani, Parlato (collaboratore in passato dell'attuale tecnico del Viareggio Scienza), Gecic (calciatore del Chiasso), Bressan (ex giocatore di serie A), Buffone (direttore sportivo del Ravenna). L'organizzazione (gli "zingari") aveva stanziato un anticipo di 40mila euro da consegnare agli eventuali giocatori corrotti. La partita di Benevento era stata individuata come quella giusta per rifarsi dopo aver perso tanto su Inter-Lecce.  Spunta dalle carte anche un altro fatto che si ricollega al tentativo di combine per Benevento-Pisa. Il 22 marzo, quindi il giorno dopo la partita, le intercettazioni di Erodiani, Giannone e Bellavista evidenziano minacce a Paoloni, con frasi inequivocabili come «ti faccio vedere io che fine fai» o «qua veramente la gente ti viene a sparare». Si tratterebbe del risarcimento di soldi persi a seguito di puntate su gare garantite da Paoloni e poi terminate, come nel caso di quella contro il Pisa, con punteggi diversi da quelli attesi. I tre chiedevano al portiere un assegno da ben 160mila euro. Francesco Loi SERVIZI ALLE PAGINE 3,4, e 5

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