Il dolore
Genevier: «Non ho dimenticato questa città»
Massimo Berutto
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Gael Genevier Il centrocampista francese si sta riprendendo dopo un infortunio
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PISA. Gli ex nerazzurri popolano tutte le categorie. Ne ammiriamo qualcuno su Sky e per qualche altro sfogliamo infinite pagine alla ricerca di una cronaca o di un tabellino. Di Gael Genevier avevamo perso le tracce, semplicemente perché ha saltato di netto la stagione a Siena. Dopo un anno di inattività, spera di giocare in serie A, ma non chiude la porta al Pisa per il futuro. Gael, come stai? «Mi sono operato al ginocchio. Ora sto bene, ma ormai la stagione è finita». Sei completamente guarito? «Mi ero rotto il crociato, ma ho ricominciato a lavorare con la squadra già dall'inizio di dicembre». Ti è toccata la stessa sorte di Kutuzov e Cerci... «È vero. Mi sono fatto male ad agosto, quando stavo per tornare a Torino con Petrachi. Sono rimasto a Siena anche a gennaio, perché mister Conte voleva tenermi. Adesso comincio a star bene. Ho giocato 4 partite con la Primavera, segnando 2 gol». Quando scade il tuo contratto con i bianconeri? «Tra 3 anni. Vedremo quali saranno le valutazioni della società e chi sarà l'allenatore. Mi dispiace perché, dopo due annate abbastanza positive a Pisa, aspettavo il salto di categoria. Per questo motivo scelsi il Siena». A Pisa c'è qualche tuo amico... «Passiglia e Raimondi. A Gabriel ho fatto i complimenti quando è tornato a Pisa. Avrei voluto vedere l'ultima gara di campionato, ma non ho potuto essendo in ritiro con il Siena. Mi fa piacere che il Pisa si sia salvato». Sei già tornato all'Arena lo scorso anno: che impressione hai tratto? «Non portai sfortuna, infatti il Pisa vinse. Vidi molto entusiasmo. Sappiamo com'è la città. Quest'anno ci sono state maggiori difficoltà: la tessera del tifoso ha condizionato, ma la gente è andata allo stadio anche in un campionato non di vertice». Se dopo un anno di inattività o in futuro il Pisa ti chiamasse, tu cosa risponderesti? «Giocare a Pisa dà grandi emozioni. Ti fa sentire un calciatore importante. Sicuramente non direi di no: dipenderebbe dalla società, dai programmi e dalla categoria. Io cercherò di giocarmi le mie carte in serie A. Vorrei stare più in alto possibile, ma se non fosse possibile valuterei altre soluzioni». Dopo il fallimento di Pomponi è arrivato quello di Covarelli, mentre Giordano ha perso un'altra gara decisiva nell'ultimo minuto di campionato... «Posso parlare del fallimento di Pomponi perché l'ho vissuto. Era nell'aria. Noi giocatori l'avevamo capito, ma non volevamo metterci contro la società. Mi chiedo cosa sarebbe accaduto se il Pisa, con quei debiti, fosse rimasto in B. Quanto a Giordano, non sarebbe giusto dargli tutte le colpe: ha fatto quello che poteva. Il mio pensiero è che Ventura non doveva essere esonerato». Il mister genovese ha sostituito Conte al Bari: non farà altrettanto a Siena? «Non posso saperlo. Certo che è un allenatore il cui modo di vedere il calcio è uguale al mio».
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