Il Tirreno

Pisa

Ormezzano "tifoso" del Pisa

Antonio Tognoli
<b>SCRITTORE. </b>Ormezzano
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SCRITTORE. Ormezzano

«Venivo al seguito della Juve, ma sono granata...»

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 PISA. «Rispetto, passione, idee, estro per il proprio lavoro. Queste sono le qualità richieste ad un buon giornalista». Le parole sono quelle di Gianpaolo Ormezzano, 75 anni, ex direttore di "Tuttosport", uno dei guru del giornalismo sportivo italiano. Ormezzano è a Pisa per incontrare nell'Aula Magna del "Pacinotti", gli alunni del Liceo Classico, dello Scientifico e appunto di Ragioneria, che gli porrano dei quesiti sul suo ultimo libro "Giro d'Italia con Delitto". Tutto ciò è stato realizzato in collaborazione con il Coni nella persona di Graziano Cusin che in una cena presso l'Hotel Duomo ha reso partecipe anche la carta stampata pisana, mezzo di informazione che sta molto a cuore al giornalista piemontese.  Giro d'Italia: come commenta l'ultima vittoria di Contador?  «E' semplicemente un mostro. Corre con una semplicità incredibile che molti altri non hanno dimostrato. Indurain per me è stato un grande ciclista, ma per esempio si difendeva nelle salite. Contador è completo. Bravo nelle scalate e semplicemente fantastico nelle crono. Un atleta completo e un grande signore».  "Giro d'Italia con Delitto" è una delle sue ultime opere. Ce lo può raccontare...  «E' un libro intenso che consiglio di leggere in cui la soluzione è all'ultima parola, dell'ultima riga, dell'ultima pagina. L'avevo scritto ventisei anni fa per l'Editoria Scolastica, poi non me lo avevano pubblicato perché le note a piè di pagina non tiravano. Fu un vero flop. L'ho dovuto rimodernare per pubblicarlo ad Aprile con Marietti Editore. Ho aggiunto due pagine rosa un pò romantiche nell'era del telefonino, anche se essendo ambientato nelle Dolomiti, me la sono cavata con poco perché da quelle parti i cellulari non prendono bene affatto».  Quali aneddoti può raccontarci nella sua lunga carriera da gionalista su Pisa?  «Da inviato del "Giro", la corsa rosa è arrivata pochissime volte dalle nostre parti. Avendo tre direttori livornesi (scherza) all'inizio della mia carriera, non è che potessi parlare molto di Pisa visto il campanilismo che c'è. Sono venuto qua per Pisa- Juventus, facendo il tifo per i colori nerazzurri negli anni'80 e in occasioni di molte cene con il corridore Ghirardi (secondo al Tour de France di molti anni fa) che mi invitava sempre da queste parti».

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