Sicurezza
Jori e Fattorini al Panathlon
Massimo Berutto
◗
I soci del Panathlon con gli illustri ospiti Ospiti il golfista della nazionale e il giudice federale
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Il Panathlon Club ha fatto nuovamente centro. Anzi, per la precisione, è andato in buca. L'ultima conviviale è stata dedicata interamente al golf. Cornice di una piacevole serata la Club House del Golf Club Tirrenia. A fare gli onori di casa Duccio Fratta (della commissione tecnica del circolo), accompagnato da due presenze di eccezione: Jacopo Jori (golfista della Nazionale azzurra) e Paola Fattorini (giudice federale). Fratta ha presentato con orgoglio la lunga storia del Golf club dagli albori nel lontano 1968, quando aveva due anime, una italiana e l'altra americana, che si accordarono per utilizzare la pineta, dove venne ricavato un campo di 9 buche. «Il Golf Club Tirrenia - ha puntualizzato Paola Fattorini - è ricordato da tutti in Italia per l'ottima accoglienza che riserva». Dal giudice federale una panoramica tecnica su uno sport che ha avuto origine alla fine del medioevo in Scozia, dove risiede il circolo più antico: «Una disciplina che non ha controindicazioni mediche, rilassa e fa smaltire calorie. Si può praticare da amatori o da professionisti. Due categorie che possono giocare nella stessa gara». A permetterlo è un meccanismo chiamato handicap: in pratica i golfisti più esperti hanno meno colpi a disposizione per andare in buca. Jacopo Jori ha condiviso con il presidente Andrea Bottone e gli altri soci del Panathlon Club l'esperienza di un campione in erba (di soli 21 anni) ai primi successi agonistici nella Nazionale dei grandi: «Ho iniziato a 10 anni nel circolo di San Miniato. Ricordo che ho sempre seguito i miei genitori sui campi di golf. Uno sport che mi ha affascinato, permettendomi di stare all'aria aperta, girando l'Italia e ora anche l'estero con la maglia azzurra». Jori è mosso da pura passione: «Sono un dilettante, non un professionista. Nella vita studio Farmacia al terzo anno di università». La differenza fra professionisti e dilettanti sta sostanzialmente nei premi, che per i primi sono in denaro. Contrariamente al pensiero comune, anche per praticare il golf serve una buona preparazione atletica (3-4 mesi nel periodo invernale), non tanto per aumentare la potenza quanto per migliorare l'elasticità fisica e sostenere uno sforzo non intenso, ma estremamente prolungato: «Ci sono gare che durano 8-10 ore - ha spiegato Jori -, prevedendo 2 giri da 18 buche nello stesso giorno. Si percorrono chilometri lungo i campi. L'allenamento serve per arrivare freschi fino all'ultima buca, che può valere la partita». E la preparazione mentale? «Conta quanto quella fisica. I tiri durano pochi secondi, quindi in una gara c'è tanto tempo per pensare. Gli psicologi sportivi non mi hanno cambiato la vita, ma possono servire perché sono la voglia e la lucidità a determinare la vittoria». Jori ha illustrato i suoi colpi migliori: «Con il driver riesco a percorrere 250 metri, ma non sono fra i più "lunghi" della Nazionale. I miei compagni arrivano anche a 280-290 metri. La mia specialità sono i colpi di mezza misura e di precisione». Tirrenia è stata al centro di un'altra iniziativa del Panathlon Club, che ha garantito la presenza di una propria delegazione ai Campionati nazionali di showdown.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
