Il Tirreno

Pisa

Bottone: gli imprenditori locali devono sostenere il progetto

Uno scorcio della curva nord
◗
Uno scorcio della curva nord

4 MINUTI DI LETTURA





 Avvocato Bottone, come rappresentante del comitato Vecchio cuore nerazzurro come giudica questa stagione e quali prospettive vede per il Pisa?  «E'stata una stagione difficile, ma importante per la crescita del progetto. Abbiamo tirato un sospiro di sollievo soprattutto grazie alla solidità societaria. I presupposti per fare bene ci sono, importante che continui e cresca il rapporto tra società, la città ed il suo entroterra: a tutti i livelli».  Parte del pubblico è stata esclusa da quasi tutte le trasferte: si poteva evitare?  «E' stato un anno molto difficile, soprattutto nella prima parte, un anno contrassegnato da iniqui provvedimenti restrittivi e multe assurde; è inammissibile che una società venga vessata per un coro, che in altri contesti viene ritenuto libera manifestazione del pensiero, e quindi tutelata; soprattutto allorquando anche in sede di cassazione vengano giustificate ingiurie ed offese in certe situazioni. Un coro di dissenso al Governo, vedi Pisa-Benevento, è costato al Pisa 10mila euro ed è pazzesco se si pensa che la stessa cosa (vedi periodo elettorale) fuori dallo stadio viene addirittura incentivata».  E' vero che non è ovunque così?  «In serie A e B allo stadio viene portato di tutto, ed addirittura fumogeni e bengala non vengono sanzionati o in misura minima; il tutto diventa ancora più evidente alla luce degli introiti che si fanno soprattutto in serie A e B, ben diversi da quelli della Lega Pro».  All'inizio della stagione lei sosteneva che la tessera del tifoso presenta profili di illegittimità costituzionale: è sempre dello stesso parere?  «la Tessera del tifoso è del tutto anticostituzionale per svariati motivi conflittando con la presunzione di innocenza e crea anche sperequazioni, visto che è una carta di credito e che un protestato ben difficilmente la può avere. In ogni caso (fonte Report) domenica sera scorsa su 200 euro di ricarica 2,5 vanno alla Banca, e per esempio a Firenze su 32mila tessere ci sono stati solo 16mila abbonamenti. E da fonti bancarie: ogni tessera è un potenziale cliente. Cosa c'entra con la sicurezza? Serve al mondo bancario. A Pisa ne sono state richieste circa 3mila, con complicazioni e modulistiche complicate e ad ora ne sono arrivate neppure la metà. Le disposizioni vigenti e la loro applicazione non fanno altro che cercare di mettere le società contro i tifosi, che sono la vera risorsa di piazze come la nostra. E' chiara la tendenza a svuotare gli stadi e portare la gente alla televisione, e non ci si preoccupa troppo se le coreografie e le foto dei fasti del passato. Quest'anno ci sono stati 1,7 milioni di spettatori in meno alle partite. Poi ci si lamenta se i ragazzi passano tanto tempo davanti alla play station....»  A Pisa il problema delle disaffezione al calcio visto dal vero è rimediabile?  «La passione dei tifosi nerazzurri è più forte dei divieti e della restrizioni, e sul punto è stato determinante il confronto società-tifosi dello scorso 8 febbraio, dopo il quale è stata intrapresa una strada comune nell'interesse del calcio a Pisa, e qualche risultato si è visto concretamente. La nostra tifoseria è un patrimonio da non disperdere. Determinante l'apporto della tifoseria nella risoluzione del problema disabili».  A livello di Lega calcio si può fare qualcosa?  «La Lega di serie C non è autrice di iniziative per aiutare le società, ma tende solo a rendere le cose più difficili, ora vogliono una fideiussione da 600mila euro. Non si possono avere campionati di Prima e Seconda divisione così; è necessaria una riforma dei campionati, 3 gironi secchi di serie C con criteri rigidi. Serve una Lega vicina alle esigenze delle società».  Il Pisa tornerà grande secondo lei?  «Se si vuole sognare bisogna stare vicino alla società e sostenerne (tifosi ed imprenditoria) i progetti sportivi ed extra sportivi (vedi cittadella dello sport), consapevoli che appoggiare questa società è arricchire la città. Dalla B ci sono benefici per tutti: società, città ed istituzioni. La squadra è un bene della città. A tal fine, è auspicabile che la società venga appoggiata anche da quelle realtà imprenditoriali radicati nel territorio che ancora non si sono viste, anche perchè non si possono chiedere sempre miracoli ai soliti noti». A.S.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa