Sicurezza
Nuovo Pisa, Camilli prende tempo
A.Scuglia - F.Loi
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PROTAGONISTI. A sinistra il tecnico Dino Pagliari con il presidente Carlo Battini; sopra, Marco Carparelli; a destra Fanucchi, rivelazione stagionale Ventuno società di Lega Pro hanno già la certezza della penalizzazione
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PISA. «Aspettiamo la conclusione della stagione e poi vedremo». In Maremma gira questa dichiarazione di Piero Camilli. Va detto che, anche a Grosseto, è considerata soprattutto come una battuta. Quello che viene descritto è un Camilli un po' stanco dopo una stagione sfiancante sia a Pisa che in Maremma, con tre cambi di allenatore per parte prima di giungere alla salvezza. Di sicuro a Camilli non mancano gli impegni, tra il suo primario lavoro di imprenditore con la Ilco, il ruolo politico a Grotte di Castro e Viterbo, che si aggiungono al versante sportivo. Questo Comandante che rimanda e non si sbilancia, a Pisa mette un bel po' d'ansia a molti sportivi ma sorprende fino ad un certo punto. E' da quando è finito il campionato che un po' tutti nell'ambiente, da Minguzzi a Pagliari, fanno capire che sino agli inizi di giugno le vere questioni non saranno affrontate. Il famoso summit che tutti aspettano e che lo stesso Camilli deve convocare. Dunque, la fase di incertezza rispetto ai programmi, o magari solo ai dettagli dei programmi per la prossima stagione, è quasi inevitabile con tali premesse. Camilli ha già tracciato un bilancio della stagione, che peraltro coincide con un bilancio complessivo della sua esperienza pisana. Ha detto che avrebbe preferito fare un passo per volta per consentire alla squadra di crescere e alle giovani promesse di non bruciarsi, per questo avrebbe partecipato più volentieri ad una Seconda divisione da vincere che ad una Prima molto costosa (3 milioni a carico dei soci). Ha aggiunto, il Comandante, che in questo campionato sono stati commessi troppi errori, che ci sono varie cose anche in società da sistemare e che il calcio, in queste categorie, costringe a grandissimi sforzi economici. Tutti aspetti che saranno messi sul piatto quando si tratterà di ripartire, anzitutto liberando il campo da quel «può anche darsi che possa lasciare sia il Grosseto che il Pisa». Una battuta che può rientrare nel personaggio, ma in città c'è voglia di calcio e nessuno mette in dubbio che debba essere il Comandante, insieme a Battini, a guidare il tentativo di un campionato con ambizioni se non altro di playoff. Sicuramente quello che traspare in Camilli è il desiderio di ritemprarsi dopo le battaglie sportive per mettere in salvo la serie B del Grosseto e la C1 del Pisa. Perchè quando si ripartirà serviranno idee chiare e programmi precisi. Se è vero che il calcio è sempre più costoso nelle categorie dove non si spartiscono i grandi contributi tv, è anche vero che, con avvedutezza, le enormi difficoltà finanziarie di tanti club di Lega Pro non potranno che abbassare costi e pretese di tanti giocatori. A proposito: sono ventuno i club che non hanno pagato l'ultimo trimestre di stipendi. Chi riuscirà comunque ad iscriversi, sarà automaticamente penalizzato in classifica e non potrà usufruire dei contributi federali. Ma la tempesta, quella vera, pare sia agguato per molte più società.
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