Il Tirreno

Pisa

C'era una volta il grande Cus

Danilo Renzullo
<b>CUS VOLLEY </b>Ieri in Comune e... mezzo secolo fa
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CUS VOLLEY Ieri in Comune e... mezzo secolo fa

Si ritrovano in Comune i protagonisti degli anni '70

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 PISA. Un crescendo di emozionanti ricordi ha caratterizzato, ieri, la giornata celebrativa del Cus volley Pisa, che quaranta anni fa entrava nella storia della pallavolo italiana conquistando la massima serie nazionale (A1). Un deja-vu di emozioni e passione iniziato nella caserma "Gamerra" del Capar, il centro di addestramento paracadutisti della Brigata Folgore, dove la squadra, i dirigenti e l'allenatore hanno partecipato al "rito" dell'alzabandiera nel ricordo del forte legame e della grande collaborazione fra il Cus e i paracadutisti.  La cerimonia è proseguita nella Sala delle Baleari del Comune, che insieme al Cus, Coni, Fipav e Capar ha organizzato la celebrazione, in cui è stato sfogliato il libro dei ricordi di tante pagine gloriose di quel sogno iniziato nella stagione'72-'73 con la promozione in A1, regalando, per quasi un decennio, lustro e orgoglio all'intera città. «Una fase storica che la città visse con grande trepidazione e soddisfazione», commenta l'assessore comunale allo sport Federico Eligi. Un'epoca straordinaria ma allo stesso tempo irripetibile secondo l'allenatore di allora Claudio Piazza: «Oggi mancano quelle condizioni umane e culturali di quel periodo a cavallo tra il boom economico e la rivoluzione giovanile per ripetere quell'impresa che fu frutto soprattutto dell'unione e dell'umiltà». E proprio il forte senso di appartenenza e la grande abnegazione dei giocatori furono alla base di una squadra che senza sponsor (arrivato solo nella stagione'78-'79 con i finanziamenti della Mazzei mobili di Ponsacco) e giocatori stranieri riuscì, per otto anni, a piazzarsi ai vertici del campionato italiano e fornire ben tre giocatori alla Nazionale (Innocenti, Lazzeroni e Nassi), che fecero il loro esordio ai mondiali di Roma del 1978, piazzandosi al secondo posto alle spalle dell'Urss.  È stata una giornata di memoria e di gioia, svoltasi anche nel ricordo degli atleti prematuramente scomparsi e del maresciallo maggiore Walter Amadio, allenatore della squadra dello Smipar, collaboratore del Cus e grande appassionato di pallavolo. «Era l'anello di congiunzione tra la caserma e la squadra», ha ricordato il comandante del Capar Gianluigi de Matteis che, durante la cerimonia, ha consegnato agli atleti un restyling delle magliette indossate dalla squadra in quegli anni, oltre un piccolo ricordo celebrativo e gli attestati del brevetto di paracadutismo ai sei atleti che prestarono sevizio alla caserma.  Dalle gradinate in legno della palestra di piazza dei Cavalieri al moderno palasport di via Chiarugi di tempo ne è passato ma il Cus, nella pallavolo così come in altre discipline sportive, continua il suo impegno nella formazione sportiva, fisica e culturale di tanti giovani.  Ricorda il presidente del Cus Denny Innamorati davanti al "vecchio" e glorioso Cus: «Cerchiamo di percorrere le orme che loro hanno tracciato, attraverso l'amore e la passione che hanno lasciato». E se un periodo di vittorie e soddisfazioni come quello vissuto a cavallo tra gli anni'70 e gli anni'80 oggi è irripetibile, ce ne saranno altri belli in maniera diversa.  

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