Sicurezza
«Per la B ritocchi, non rivoluzione»
Ma.Ber.
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CASALE. Qui con Vinicio Pasquale Casale, doppio ex: «Non smantellate questa squadra»
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PISA. Ex giocatore a Pisa ed ex allenatore del Gela: interrompiamo telefonicamente Pasquale Casale al Foro Italico, nel bel mezzo degli Internazionali di tennis, mentre il nipote Potito Starace sta cercando di difendere l'onore nazionale nel match (perso) con Andy Murray. Prima di Fanucchi lei era stato l'ultimo grande centrocampista-goleador nerazzurro: 15 gol nel 1981-82... «Arrivai dal Catania in cambio di Cantarutti. Si pensava che la squadra ci avesse rimesso. L'intuizione fu di Agroppi: mi mise nel ruolo che ricoprivo da giovane. Giocavo un po' come Perrotta nella Roma, fra due ali come Todesco e Bertoni». Ad un nerazzurro di quei tempi si chiede sempre un aneddoto su Romeo Anconetani... «Mi fece tagliare i capelli prima della trasferta decisiva contro il Torino. Mi disse che così avremmo vinto e infatti vincemmo. Anconetani mi aveva avuto anche a Lucca dopo che avevo esordito in A nel Napoli a 17 anni, ma non riuscì a riscattarmi. Mi promise che mi avrebbe riacquistato e infatti anni dopo mi portò a Pisa. Arrivai alla convocazione come fuori quota nell'Under 21». Che ricordi ha di Gela (2005-06)? «Ottimi. Realizzammo una grande rimonta e ci salvammo direttamente a discapito del Pisa. La mia condanna è quella di far bene e di non essere richiamato. Dopo Gela ho allenato solo la Nocerina. Al minimo mezzo passo falso vengo fatto fuori. Mi sarebbe piaciuto venire anche al Pisa». Quest'anno ha visto il Pisa? «A Benevento, dove mi fece una buona impressione. Pagliari ha trovato ritmo e continuità. Secondo me ora bastano pochi giocatori per puntare in alto: Bisogna mantenere la freddezza e non smantellare una squadra che ha raccolto tanti punti nel girone di ritorno. Le rivoluzioni costano sempre».
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