Il Tirreno

Pisa

Stafico: «Forte è pronto per la C1»

Massimo Berutto
<b>IL COACH. </b>Stafico
◗
IL COACH. Stafico

Il tecnico della Berretti: occhio anche a Pedano, Cardarelli e Brillanti

3 MINUTI DI LETTURA





 PISA. Ildebrando Stafico fra i suoi ragazzi della Berretti e i grandi della prima squadra. I giovani del Pisa, guidati dall'ex difensore nerazzurro, hanno chiuso il campionato con un onorevole piazzamento di metà classifica.  Qual è il tuo bilancio?  «Era l'anno zero: da una squadra Juniores Nazionali a una Berretti. Siamo riusciti a scegliere solo qualche giocatore, come Forte che avevamo seguito a Roma. La Lucchese invece aveva preso 5 giovani dalla Fiorentina e puntava ad una delle prime 4 posizioni. La nostra soddisfazione è di averla tenuta dietro in classifica, come Livorno e Viareggio. Ultimamente abbiamo vinto 6 partite, a parte l'ultima sconfitta con la Lucchese. Con il senno di poi ho un po' di rammarico».  Ci sono giovani già pronti per la prima squadra?  «Forte è pronto, anche a livello fisico. Di fatto è stato l'unico nostro attaccante. In 20 partite ha segnato 22 gol. Se fosse stato sempre presente, avremmo raccolto almeno 8 punti in più. Lo abbiamo perso per la frattura del metatarso e perché qualche volta è stato convocato in prima squadra. È cresciuto molto anche Pedano. Abbiamo due'94 su cui contiamo molto: Cardarelli e Brillanti. Io ringrazio tutti i miei ragazzi, perché ho ricevuto più di quanto ho dato».  Ti è mancato anche l'apporto di Gianluca Doveri...  «Spero che rientri prima possibile, non con noi, ma in prima squadra».  Hai accolto anche gli acciaccati provenienti dalla Prima Divisione: come li hai trovati?  «Ho visto spesso giocatori scendere nelle squadre giovanili solo per portare a spasso la maglia lungo il campo. Invece Anania, Audel e Amoroso con noi hanno dato il 100%. Anania a fine partita era comprensibilmente un po' stanco. Ho visto meglio Amoroso: bene nella prima gara, ottimo nella seconda».  La tua compagine ha fatto da sparring partner per la prima squadra durante tutto l'anno: cosa è cambiato fra Cuoghi, Semplici e Pagliari nel lavoro del giovedì?  «Mi piace tanto Pagliari: ha un rapporto diretto con i ragazzi. Chiaramente nel calcio sono sempre i risultati a fare la differenza, ma è merito del mister se sono stati raggiunti. È pronto ad intervenire anche solo se il primo tempo della partitella termina sullo 0-0. È attento ai particolari e conosce bene i moduli tattici delle avversarie. Infatti noi della Berretti ci schieriamo sempre come la squadra della domenica successiva. Per il Pisa l'ideale è il 4-4-2 in fase di non possesso, perché è più coperto. Cuoghi aveva scelto un altro schema, ma ha pagato soprattutto il fatto di avere una squadra completamente diversa da quella attuale. Semplici è giovane: forse non ha ancora il carisma di Pagliari, a cui tutti vogliono bene. Basta vedere le 20-30 persone che lo applaudono quando sale dalle scalette in campo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa