Sicurezza
L'Ac Pisa 1909 riparte da Dino Pagliari
A.Scuglia - F.Loi
Il presidente Battini: rosa di 20-21 giocatori come vuole il mister, andremo lontano
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PISA. Salvezza raggiunta, Coppa Italia dei grandi nel mirino e da conquistare domenica, all'ultima giornata, contro il Gela all'Arena. Forse non è ancora tempo di bilanci. Ma il futuro comincia a fare capolino. La programmazione ripartirà da Dino Pagliari. Lo ha preannunciato Carlo Battini, lo ha confermato dopo la partita di Viareggio anche Piero Camilli. Ma su tanti altri aspetti ancora è presto per sciogliere i nodi. Lo stesso Camilli invita a ripassare tra un po'. I tanti impegni - imprenditoriali, politici, calcistici - gli impediscono di stare più a Pisa, come gli piacerebbe. Ma non può. Inoltre deve sempre dividersi tra due club. Perchè le voci girano, ma, pur scavando, non emerge alcun accenno concreto ad una cessione del Grosseto. Nè vicina, nè in programma. La verità, piaccia o non piaccia, è quella di un calcio senza soldi e un'economia che non esce dalle difficoltà: sono tanti i club in vendita, mentre trovare chi compra è un'impresa. Doppio salto. Il Pisa ha avuto la scorsa estate la possibilità di saltare direttamente nell'ex C1 e l'ha fatto, con lo sforzo economico, ben conosciuto e riconosciuto, di Camilli e Battini. Il Comandante non ha mai nascosto che avrebbe gradito una crescità più graduale. In altre parole: una C2 da vincere, più entusiasmo conseguente in città, giovani maggiormente valorizzati e non bruciati. Non ultimo, costi molto probabilmente inferiori. Prima divisione per prima divisione, questa salvezza è costata parecchio. E Camilli ragiona molto da imprenditore. Di fronte a queste considerazioni c'è poco da esultare, bensì la consapevolezza che su alcuni aspetti sarà necessario ripartire da capo. La società. Il club vuole potenziare la sua consistenza patrimoniale e lo farà con la cittadella dello sport. Ma Camilli pensa anche ad altro. «Siamo ancora troppo dilettanti», ha detto. La programmazione comprenderà quindi anche riflessioni sui manager, senza che questo possa per forza significare rivoluzioni in arrivo. La gestione del caso-under, che aveva rischiato addirittura di minare la panchina di Pagliari, ha lasciato dei segni. Così come alcune valutazioni sui giocatori (di recente Camilli ha rimpianto la cessione di Tabbiani), a cominciare dai giovani. Lanni è l'esempio principale: da possibile uomo mercato alla panchina. Nuova squadra. Alla fine del campionato comincerà davvero il confronto tra società e parte tecnica sulla costruzione della nuova squadra. Emergono già comunque alcune indicazioni. Pagliari vorrebbe un gruppo composto da non troppi elementi; le sue richieste di rinforzi, inoltre, non sarebbero numerose. Dunque, per costruire una squadra competitiva e ambiziosa potrebbero bastare quattro o cinque giocatori di primo piano. Conferma Battini: «Allestiremo una rosa di 20-21 giocatori come chiesto dal mister, per andare lontano». I giovani. Per Camilli questa squadra è «un po' vecchiotta». Con il mercato di gennaio e l'esigenza di rincorrere la salvezza, l'età media del gruppo si è in effetti assai innalzata. La ricerca di giovani proseguirà, cercando prima di tutto di capire se alcuni dei ragazzi di questa stagione potranno essere rilanciati. Già usciti i nomi di possibili rinforzi provenienti da categorie inferiori, come Arini dell'Aversa e Proietti del Milazzo. Ma serviranno anche promesse da squadre importanti. Poter programmare il prossimo campionato sin da queste settimane e, diversamente dallo scorso anno, con la certezza della categoria, è un vantaggio anche in questo senso.
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