Il Tirreno

Pisa

L’ex Quaranta, allenatore in seconda dell’Andria, parla del prossimo impegno del Pisa

Ecco le armi per vincere a Foggia

Massimo Berutto
A sinistra il Pisa del 99-2000: Quaranta è il primo accosciato a sinistra)
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A sinistra il Pisa del 99-2000: Quaranta è il primo accosciato a sinistra)

«Occorre che i nerazzurri si coprano bene e facciano buone ripartenze»

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 PISA. Farà un certo effetto vederlo alla guida della squadra avversaria, ma fosse dipeso da lui a Pisa sarebbe tornato da tempo, anzi non sarebbe andato via mai. Raffaele Quaranta, ex capitano del Pisa che sfiorò la B con D'Arrigo (fu proprio il suo infortunio in Coppa Italia che costrinse i nerazzurri alla resa nei playoff col Brescello) è tornato ad Andria come allenatore in seconda.  L'ex capitano della Fidelis (e del Pisa di D'Arrigo nel 1999-2000) affiancherà Gianfranco Degli Schiavi, subentrato ad Aldo Papagni. La prima grande occasione da allenatore nel calcio professionistico italiano dopo le soddisfazioni nella serie B slovacca e con i ragazzi di Inter Campus.  Raffaele, ora sarai avversario del Pisa...  «Ci vediamo all'Arena il primo maggio. Spero di aver lasciato un buon ricordo. Vedo che il Pisa si è tirato su rispetto a quando lo vidi giocare ad Andria».  Come è maturata questa nuova opportunità professionale?  «Ad Andria la situazione è precipitata nelle ultime giornate. C'era un po' di confusione a livello tecnico. La società ha cambiato allenatore, promovendo il mister in seconda. Quindi si è liberato un posto da vice. L'Andria Bat, spinta un po' dalla tifoseria e forse da quanto di buono ho fatto da calciatore, ha scelto me per il ruolo rimasto libero. Ho accettato un accordo di tre mesi sospendendo il mio rapporto con l'Inter. Spero di poter rimanere anche l'anno prossimo, ma intanto voglio dare il mio contributo in chiave salvezza».  Una bella responsabilità: una bandiera della squadra dal campo alla panchina, come è stato Cuoghi a Pisa...  «Andria mi ha dato tanto ed è rimasta affezionata a me. Adesso voglio ricambiare».  Che situazione hai trovato?  «Il morale è basso dopo 5 sconfitte di fila. La squadra è passata da metà classifica alla zona retrocessione. La sosta è venuta a pennello per lavorare sulla testa dei ragazzi. Quando ti trovi in basso, deve scattare qualcosa nella tua testa che vada al di là dei valori tecnici».  La tua partenza non è morbida: domenica prossima contro l'Atletico Roma...  «Una squadra che ha speso soldi. Ma a noi servono i punti e basta».  Come vedi il Pisa?  «L'ho lasciato dopo la gara di Andria, in una situazione simile alla nostra di questo momento. Ma già allora dichiarai che sarebbe bastato poco ai nerazzurri per rilanciarsi. Lo sapevo perché conosco bene la piazza di Pisa. Pagliari è un grande motivatore. L'ho incontrato quando ero giocatore. La sua carriera parla per lui».  Da pugliese cosa ci racconti del Foggia?  «È temibile come tutte le squadre di Zeman. È capace di fare risultato fuori casa e di perdere in casa. Segna e subisce tanti gol».  Tu condividi il calcio del tecnico boemo?  «A me Zeman è sempre piaciuto, ma credo che ogni allenatore debba adattare le proprie idee ai giocatori che ha. Bisogna raggiungere gli obiettivi che ci si prefigge. Comunque andare a vedere una squadra di Zeman è sempre un divertimento».  Secondo te cosa serve per battere il team rossonero?  «Bisogna coprirsi bene e fare qualche buona ripartenza, sfruttando ciò che il Foggia concede».  Come vedi la lotta per la salvezza?  «Mancano ancora 6 giornate. Anche il Pisa, che si è risollevato, non è salvo. Certamente, avendo più punti di noi, ha meno problemi».

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