Sicurezza
Cuoghi: la società non mi ha sostenuto
Massimo Berutto
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GRINTA Stefano Cuoghi sulla panchina nerazzurra L'ex tecnico nerazzurro parla per la prima volta dopo l'esonero e critica il ds
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PISA. Stefano Cuoghi torna a parlare. Una presa di posizione sui fatti del campo e sulle dichiarazioni altrui (soprattutto del direttore sportivo Vincenzo Minguzzi), a pochi giorni dal ritorno della gara con il Foggia, che tanto segnò il destino dell'ex allenatore nerazzurro. Ma sono cambiate tante cose da allora: «Molti giocatori sono arrivati e altrettanti sono andati via». Anche lei però scelse, controcorrente, di collocare Gimmelli come terzino sinistro dietro a Favasuli... «Una mossa che mi è sempre stata contestata dal direttore sportivo, insieme alla posizione di Calori. Io puntavo più sui giovani. Anche così si poteva arrivare alla salvezza. Purtroppo sono stato esonerato poche settimane prima del mercato di gennaio, quando mi era stato detto di tener duro. Allora c'era il silenzio stampa e poi sono stato io a preferire di non parlare. Ora accetto volentieri l'intervista. Ho sentito dire una cosa...». Quale? «Che durante il mercato estivo l'allenatore sarà mandato a Formentera. Qualcuno andò in vacanza anche la scorsa estate, rimandando appuntamenti importanti. Non mi riferisco a Camilli, che con me si è comportato bene. Ringrazio anche il pubblico che mi è stato vicino». Torniamo alla tattica: il suo Pisa dalla cintola in avanti era praticamente uguale a quello di Pagliari, a parte Guidone... «Nella mia ultima gara ad Andria misi Ilari e Tabbiani sulle fasce, perché Favasuli era squalificato. Obodo e Passiglia erano nel mezzo. Con me Calori ha sempre giocato. Poi è stato messo da parte e doveva essere ceduto, come Obodo, che per fortuna è rimasto ed ora è uno dei migliori calciatori del Pisa. Mi dispiace per i giovani che non stanno giocando: sono un patrimonio della società. Si sono presi colpe che non erano solo loro. Lanni ha perso la Nazionale. Quando ha giocato a Salò con la Rappresentativa, non era presente nessuno della società. Mancava solo il Pisa». La squadra attuale può permettersi di tenere in panchina uno come Stendardo... «Io avevo chiesto un difensore e un attaccante, entrambi di un metro e 90. Invece arrivarono come punte Mosciaro e Miani, che non sono altissimi. Secondo il direttore sportivo per la difesa c'era Audel, che però aveva assoluto bisogno di lavorare. Quindi non sono stato io a fare il mercato. E poi, se un allenatore deve andare in vacanza durante l'estate, un direttore sportivo dovrebbe farlo quando inizia il campionato». Molti considerano la sconfitta con i pugliesi l'inizio della fine per la sua gestione. «Noi siamo stati gli unici che non hanno concesso una sola occasione al Foggia nei primi 70' di una gara. Purtroppo Carparelli sparò in faccia al portiere il pallone del 2-0. Quella volta Pugliesi uscì male e prendemmo il gol del pareggio. Mosciaro ebbe un'altra occasione davanti al portiere rivale, ma poi subimmo la rete decisiva. Sicuramente quella sconfitta ci portò a giocare con insicurezza. Dopo Siracusa-Pisa il ds fece un'esternazione e anche quella contribuì». Lei però cominciò a cambiare uomini rispetto al Pisa che aveva ottenuto 7 risultati utili consecutivi... «Quando si perde è sempre tutto negativo. Per andar bene un allenatore deve essere sostenuto dalla società. Serve serenità. Dopo le esternazioni i giocatori ci rimasero male».
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