Sicurezza
Cichello ritorna sul ring il 18 marzo
Riccardo Silvestri
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Cichello dopo lincontro vinto col bulgaro Yuseinov Non si conosce l'avversario, ma sarà un pugile straniero
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PISA. Avrebbe potuto essere la sua (seconda) grande occasione della carriera. Invece il prossimo 5 marzo Dario Cichello potrà fare soltanto da spettatore al match valido per l'assegnazione del titolo dell'Unione Europea, categoria Mediomassimi. È stato davvero uno scherzo del destino: a contenderlo ad un tedesco sul ring di Copenaghen sarà quel Versaci battuto in bello stile proprio dal pugile pisano che se da un lato si morde le mani, dall'altro ricomincia a vedere dietro l'angolo l'opportunità di coronare il sogno di un'intera carriera. Una carriera e un palmares ancora tutti da scrivere per Cichello, a cominciare dal prossimo impegno ufficiale, già fissato sul calendario. «Combatterò - dice ancora Cichello - a Parma il 18 marzo in un match inserito all'interno di una riunione pugilistica importante che avrà il compito di segnare il ritorno di Giacobbe Fragomeni. Per l'occasione ci saranno anche le telecamere di Rai Sport a riprendere tutti i match». Conosce già il nome del suo avversario? «Lo scoprirò a breve ma per il momento poco importa. Si tratta di un match ufficiale in grado di aprirmi nuove ed interessanti strade e io, indipendentemente da chi mi troverò di fronte, dovrò soltanto vincere e convincere». Non è un po' difficile prepararsi ad un match così, al buio? «Questa è la boxe. Non esistono calendari ben definiti, devi vivere alla giornata e devi farti sempre trovare pronto quando capita l'occasione giusta perché il treno buono può passare in qualsiasi momento». Per la preparazione come pensi di organizzarti? «Non è un problema. Ho già iniziato a prepararmi dal punto di vista fisico presso la palestra Eos di Stagno dove ho ritrovato il maestro Tassi, il mio primo maestro. Per il momento sto "caricando" tantissimo e nel momento in cui si conoscerà il nome del mio avversario passeremo alla parte tecnico-pugilistica, affinando le armi». Qualche preferenza? «Sicuramente sarà un pugile straniero. Valuterò le sue qualità ma niente può cambiare l'obiettivo finale. Vincere e farlo anche in modo convincente. Perché non si può mai sapere». In che senso? «Se non avessi perduto quel match dello scorso anno a Stagno adesso sarei io il pretendente al titolo dell'Unione Europea nel match di Copenaghen». Lo dicono i numeri, le classifiche: non è affatto un discorso avventato. «Quella sconfitta mi ha insegnato che nella boxe moderna non puoi mai fermarti perché altrimenti rischi di restare bloccato e che ogni match ufficiale è fondamentale per la crescita professionale e per la carriera di un pugile. Magari con una vittoria a Parma fra qualche mese saremo qua a parlare di ben altro». Speranze? «Le solite. Io voglio una seconda opportunità a livello continentale. Voglio vincere un titolo europeo oppure un titolo dell'Unione Europea, altrettanto prestigioso ed importante. Sono ancora giovane, pieno di voglia, integro fisicamente e attorniato da un grande staff e da un manager che crede molto in me». Cosa confidi in questo nuovo anno? «Voglio che il 2011 sia davvero il mio anno, punto e basta».
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