La manifestazione
«Con le unghie e con i denti»
Fabrizio del Pivo
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TECNICI A CONFRONTO. A sinistra Leonardo Semplici, a destra Fernando Orsi Semplici festeggia, Orsi mastica amaro
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PISA. Leonardo Semplici festeggia il secondo successo della sua gestione: «Tre punti conquistati con le unghie e con i denti. Dovevamo riprendere a vincere e lo abbiamo fatto contro una buona squadra. Abbiamo creato altre occasioni oltre il gol, con un palo colpito ed un salvataggio sulla riga. Non abbiamo mai rischiato, anche se esteticamente non siamo stati impeccabili. Sono contento di non aver chiuso la partita, ma di averla condotta in porto sull'1-0». Due parole sulla mossa-Ilari: «Io l'ho sempre provato da trequartista. Voglio far capire ai giovani che devono sempre avere nella testa il fatto di poter giocare». A sorpresa Simone Calori è tornato in campo: «Un ragazzo che si è sempre allenato con impegno e determinazione - spiega Semplici -. Parlando con la società sto cercando di riportarlo nel gruppo. E' ben voluto anche dalla piazza. Ha giocato in un ruolo non suo, ma con dedizione ha dato il proprio contributo alla vittoria». Massimo Berutto PISA. «Sono molto amareggiato - dice il tecnico umbro Fernando Orsi a fine partita -. Era una gara da 0-0, ma qualcuno ha deciso in modo diverso. Il calcio di rigore per il Pisa, a mio avviso non c'era come non c'era la punizione dalla quale è derivata la massima punizione che ha deciso il risultato. Poi, non ho capito l'ammonizione a Noviello che non era neanche in barriera. Inoltre, alla fine è stato fischiato un fuorigioco inesistente ad Alessandro che si stava involando a rete: ero in linea con il pallone e posso dire che il mio giocatore è partito da dietro prendendo, sullo scatto, alcuni metri al difensore pisano. Peccato, perchè, ripeto era una gara da 0-0 visto che è stata brutta e non ci sono stati tiri in porta da parte di nessuno. C'era da aspettarsi un match del genere vista la posizione in classifica delle due squadre che sono entrate in campo impaurite ed hanno badato più a non prenderle che a darle, a distruggere più che a costruire, a discapito dello spettacolo.».
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