Il Tirreno

Pisa

Amoroso, questione di cuore

Massimo Berutto
<b>ESEMPLARE.</b> Amoroso, un gesto quasi impensabile per un giocatore
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ESEMPLARE. Amoroso, un gesto quasi impensabile per un giocatore

Non voleva pubblicizzare la rinuncia allo stipendio

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 PISA. Ancora fortissimamente Pisa. L'ulteriore dimagrimento dell'ingaggio, già decurtato in estate e ora sospeso fino alla completa guarigione dall'infortunio muscolare, è il secondo gesto d'amore di Christian Amoroso verso la sua squadra del cuore. Non è in programma la pubblicazione di un libro autocelebrativo bensì un giorno dopo l'altro di duro lavoro, in silenzio come negli ultimi 6 mesi. L'accordo è un approdo di reciproca soddisfazione, voluto dal direttore generale Angelo Palmas e dal giocatore, per non sottrarre al Pisa il suo campione e ad un ragazzo di 34 anni la compiuta realizzazione di un sogno.  Christian, un altro sacrificio per il tuo Pisa...  «Si era creata una situazione particolare. Ho giocato veramente poco. Parlando con Palmas è venuta fuori questa idea. Anch'io mi sentivo in difficoltà. Abbiamo trovato la via giusta per non arrivare allo scontro».  Il congelamento dello stipendio inizia da gennaio?  «Sì. Il rientro è previsto per metà febbraio, dunque praticamente per un mese non percepirò stipendio. Io non avrei voluto neppure pubblicizzare questa scelta. Per me è importante non creare problemi e riuscire ad esprimermi al meglio. La società ha ritenuto opportuno rendere nota la decisione perchè potesse servire all'ambiente per capire che noi ci teniamo e remiamo tutti nella stessa direzione. Speriamo di ridare entusiasmo ai tifosi perché possano tornare numerosi allo stadio, da dove si sono allontanati anche a causa dei nostri scarsi risultati».  Sono stati lunghi i mesi in silenzio a lavorare e raccogliere anche qualche critica: come li hai vissuti?  «Non credo sia il momento di parlare, ma di rimboccarsi le maniche. Sono state critiche legittime. Per adesso le mando giù perché mi sento in debito. Penso di poter tornare ai miei livelli».  Ti senti in debito, eppure ci hai rimesso di tasca tua...  «Sinceramente nel mio caso i soldi passano in secondo piano. Ora devo star bene. Ho bisogno di lavorare in tranquillità e di vivere una situazione serena con la società».  Con questo accordo puoi concederti anche una settimana in più e tornare in campo quando davvero sarai convinto...  «I tempi sono noti e dobbiamo rispettarli. Sicuramente posso aspettare una settimana in più per rientrare e non uscire più».  Per te è stata la prima volta senza preparazione estiva?  «In realtà mi era accaduto anche lo scorso anno. Arrivai ad Ascoli a metà ottobre e mi preparai allo stesso modo. Forse mi ero preso i miei tempi. In questa stagione ho affrettato l'esordio perché avevo voglia di dare una mano. Con una settimana in più avremmo evitato il primo infortunio, da cui sono discesi tutti gli altri».

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