Il Tirreno

Pisa

La crisi è dovuta principalmente alla difesa

Massimo Berutto
Il capocannoniere nerazzurro Marco Carparelli
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Il capocannoniere nerazzurro Marco Carparelli

La svolta negativa parte dalla sconfitta interna con il Foggia

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 PISA. I problemi non sono ancora risolti. Anzi sono esattamente raddoppiati. La crisi del Pisa è tangibilmente una questione della difesa. O, più precisamente, della fase difensiva. Nel momento più felice di questa stagione, quando la squadra di Cuoghi ha inanellato 7 risultati utili consecutivi impreziositi da 2 vittorie (delle 3 totali), Lanni incassava in media circa un gol a partita e la panchina del tecnico modenese non sembrava traballante.  Dalla gara interna con il Foggia il dato del passivo si è moltiplicato per 2: 10 reti nelle prime 11 giornate, ben 18 nelle successive 9 sfide. Il match perso al cospetto di Zeman ha cambiato il corso del campionato e ha logorato la posizione di Cuoghi fino alla sostituzione in favore di Semplici. Da allora si viaggia ad una media di 2 reti a settimana (salvo la pausa natalizia). Il nuovo allenatore non ha invertito il trend: 10 dispiaceri nelle prime 5 sfide della sua gestione.  2 o 3 gol a partita. Nelle prime 11 giornate in un solo caso il Pisa aveva raccolto 2 palloni in fondo alla propria porta, contro Atletico Roma. Da Pisa - Foggia in poi è iniziata l'emorragia di reti: 2 rifilate da parte dei rossoneri pugliesi, come da Siracusa, Gela e Barletta, addirittura 3 inferte da Andria, Nocerina e sabato scorso dall'Atletico Roma. Particolarmente grave il bilancio esterno: 13 reti subite nelle ultime 5 trasferte, che non a caso hanno consegnato un solo punto alla graduatoria (in quel Siracusa).  Lo strano quartetto. Curiosamente il periodo di maggiore impermeabilità è stato caratterizzato da una difesa a 4 che aveva suscitato non pochi dubbi per la collocazione degli interpreti. Con Ton a destra, Calori adattato al ruolo di stopper e spesso senza un terzino sinistro di ruolo (sacrificando Gimmelli o Favasuli) il Pisa ha concesso 3 gol in 5 confronti (fra la trasferta a reti bianche di Cosenza e il match interno con il Benevento), mantenendo inviolata la porta in 2 occasioni (a Cosenza e contro la Cavese).  Cosa si è rotto? Dall'incontro con il Foggia in poi il Pisa, almeno con Cuoghi, tra pressioni ed esigenze contrapposte, ha cambiato difesa in ogni partita. Senza grandi giocatori d'esperienza tutte le (poche) certezze sono andate in frantumi.  Semplici, chiamato a risolvere i problemi ma anche a valutare la rosa, ha provato 3 coppie di stopper (Audel-Cossu in 2 partite, Audel-Gimmelli a Nocera, e Gimmelli-Bizzotto in altre 2 gare), ha confermato Ton sulla destra e ha alternato sulla sinistra Favasuli e il neo acquisto Sereni. Esperimenti che hanno confermato la necessità di qualche giocatore in grado di guidare il reparto arretrato.

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