Il Tirreno

Pisa

Frati e Cagnale, i due miracoli

Massimo Berutto
<b>2001-02. </b>Frati e Cagnale sono il terzo e il quinto accosciati da sinistra
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2001-02. Frati e Cagnale sono il terzo e il quinto accosciati da sinistra

Arrivarono nel 2002, cambiarono il campionato

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 PISA. Prossime mosse di Minguzzi: un acquisto di spessore in difesa ed un altro in attacco. Basteranno per tappare le falle della terzultima retroguardia del girone e per rinvigorire il quintultimo reparto avanzato? La storia insegna che un big in retroguardia ed uno in prima linea possono rimettere in linea di galleggiamento una nave che sta solcando acque agitate. Basta chiedere a Alessandro Cagnale e Alessio Frati, che cambiarono le sorti della stagione 2001-02 arrivando a gennaio. L'annata in questione è l'unica nella quale il Pisa ha raccolto meno punti di quelli attuali in un campionato di C1: appena 14 dopo 18 giornate.   Frati-gol. Il goleador dello storica vittoria a Firenze, ora trentasettenne, ha appeso le scarpette al chiodo e da 3 anni allena i bambini del Capostrada, scuola calcio della Pistoiese. Con Frati torniamo al gennaio 2002: «A Pisa trovai una famiglia: un ottimo ambiente in generale, fra società, tifosi e stampa. Debuttai sul campo dell'Albinoleffe e feci subito gol». Alla fine le reti furono 6 in 12 gare: praticamente una ogni 2 partite. Merito anche di mister Corrado Benedetti: «Mi faceva giocare 20 metri più avanti e tagliando sul centro mi trovavo nel punto giusto al momento opportuno. Tutta la squadra non era male, con giocatori come Capuano, Cagnale, Anaclerio, Alfieri e Varricchio».  Saracinesca-Cagnale. Lo stopper di Benevento, a 36 anni e mezzo, è ancora dominatore delle aree di rigore, con la casacca della Capriatese, formazione campana di serie D. Anche Cagnale si tuffa con noi nel passato: «La squadra era penultima ad un punto dall'ultima. Gerbi e Posarelli erano contestati dal pubblico. Io, abituato ai campi del Sud, non ci facevo caso. Per me la tifoseria di Pisa è indimenticabile. Anni dopo noi giocatori fummo contestati perché ci mettemmo del nostro, ma quando avevamo bisogno di qualcosa in più, curva e gradinata non ci facevano mancare nulla». Cagnale si fece notare anche come stoccatore: «Segnai un gol al Monza, ribadendo in rete dopo una respinta. Non fu difficile». Il difensore non vuole per sé il titolo di salvatore della patria: «Non fu decisivo un singolo acquisto. C'erano grandi giocatori in quella squadra che nel girone d'andata non si erano espressi, come Anaclerio, Varricchio e Massaro».  La fame di giocare. Frati e Cagnale sono gli emblemi di un mercato azzeccato (da Braghin e Meluso), eppure fino a gennaio avevano totalizzato solo 11 presenze in 2. Forse proprio per questo motivo avevano una fame di pallone oltre i limiti di guardia. «Il segreto è acquistare giocatori che abbiano voglia di far bene e cattiveria calcistica», consiglia Cagnale. «Possono bastare 2-3 acquisti che vengano con la voglia di dimostrare», gli fa eco Frati, aggiungendo: «Servono scelte giuste nei ruoli e anche a livello umano. Non ci possono essere teste matte in un gruppo che debba lottare per un obiettivo».   Verso il futuro. Due acquisti per salvarsi anticipatamente e per tentare una disperata rimonta verso i playoff: «Purtroppo perdemmo a Trieste - ricorda Frati -, ma con 3-4 ritocchi l'anno dopo sfiorammo la serie B». Insomma la salvezza può essere il trampolino verso qualcosa di più grande.  

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