Proteste
Pisa più forte delle difficoltà
Lorenzo Vannozzi
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IPPICA Sopra, il presidente Alfea Stefano Meli; a destra un arrivo a San Rossore Ippica: il bilancio 2010 di Stefano Meli, presidente dell'Alfea
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PISA. L'inaugurazione della nuova pista è stato sicuramente il fiore all'occhiello del 2010 per l'Ippodromo di San Rossore, ma è arrivato attraverso mille difficoltà che sembrano profilarsi anche per il prossimo anno come ribadisce con un po' di amarezza il presidente dell'Alfea, Stefano Meli: «Il 2010 è stato uno degli anni peggiori di tutta la nostra storia». Motivi? «Specialmente per una programmazione sbagliata dei primi tre mesi che ha portato ad un'eccessiva usura della pista e alla stanchezza per spettatori e cavalli. La decisione del commissario dell'Unire di congelare il calendario non portando avanti la riduzione delle corse per una riqualificazione dell'attività è una decisione alquanto discutibile poiché mette in difficoltà le scuderie che, spesso, addirittura con un secondo o terzo posto non rientrano nelle spese e non vengono quindi incentivati a muoversi. Nella seconda parte dell'anno poi il trend non è cambiato con un calendario disgraziato che ci ha fatto correre sempre di lunedì. Nonostante questo siamo ancora ai vertici degli ippodromi italiani se si considera la produttività delle corse e il pubblico». Guardando indietro qual è l'immagine positiva e quella negativa che gli si parano davanti? «Quella positiva è senz'altro l'inaugurazione della nuova pista. Il fatto negativo è che il governo dell'ippica stenta a decollare e non abbiamo neanche delle prospettive dall'ente che ci governa». Quali sono i propositi per il nuovo anno? «Contavamo di rimetterci in carreggiata, ma purtroppo le notizie di questi giorni sono negative: dopo il calendario che metteva una pezza agli errori dello scorso anno purtroppo l'intervento del commissario ha riportato tutto indietro. Il nostro progetto va avanti da anni e abbiamo un piano strategico con piani da 3 o 5 anni e il secondo passo era metter mano alle tribune, ma il problema è che, con l'incertezza che c'è nel settore, è difficile pensare a fare investimenti così importanti che devono avere un'adeguata valorizzazione. L'attività di routine andrà comunque avanti al fine di migliorare i servizi per gli spettatori con iniziative, eventi e corse quanto più interessanti possibile».
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