Gioco
IL PUNTO
Tante delusioni: per cambiar musica serve una rifondazione
Marco Barabotti
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Unoffensiva nerazzurra 2 MINUTI DI LETTURA
Nocera ha confermato i difetti di sempre. Di un Pisa dalla doppia faccia: bello e poi brutto o viceversa. Insomma, mantenere un livello di intensità dall'inizio alla fine risulta impossibile. Vuoi per difetti di concentrazione, determinazione, carattere e personalità. Che poi, non sorretti da maturità tecnica adeguata e forma fisico-atletica in un po' di elementi, diventano ancora più stridenti. Insomma, la classifica parla chiaro: dopo la prima di ritorno siamo quart'ultimi insieme a Lucchese e Barletta. Il cambio di allenatore finora non ha assolutamente prodotto niente di nuovo. Dopo la vittoria stentata col Viareggio sono arrivate due sconfitte: quest'ultima ci stava, visto che la Nocerina è parsa di un altro pianeta quando ha deciso di affondare. È quella di Gela, invece, che poteva essere evitata semplicemente con un po' di attenzione e carattere. E Gela è stata la fotocopia di molte altre. La sosta di qui al 9 gennaio deve servire per cambiare musica. Per farlo c'è bisogno più che di ritocchi, di una rifondazione. Serve puntare soprattutto su giocatori oltre che di buon livello tecnico per la categoria, di provata esperienza e personalità. Se vogliamo salvarci senza patemi c'è bisogno di almeno quattro innesti di spessore: due difensori, un tre-quartista (fondamentale per il tipo di gioco che vuol fare Semplici) e una vera prima punta che il Pisa proprio non ha. Ma forse ne arriverà qualcuno di più, per corroborare un organico che perderà una decina di elementi. Sta per iniziare una salutare mezza rivoluzione.
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