Il Tirreno

Pisa

Neve: fermi regionali e provinciali

A. Scuglia-G. Catastini
<b>FIGC PISA. </b>Marco Maccheroni
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FIGC PISA. Marco Maccheroni

Il delegato provinciale Figc Maccheroni: giovanili, la crisi e i rimedi

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 PISA. Nevica, fermi tutti. Il comitato regionale della Figc e quello provinciale pisano hanno deciso lo stop per tutto il fine settimana: le gare saranno recuperate in data da destinarsi. Giocheranno solo i campionati nazionali, dalla serie A alla serie D. Fra le gare rinviate quindi ci saranno quelle dell'Eccellenza (Castelfiorentino-Pisa Sc), Prima categoria, Seconda categoria (doveva esserci il derby Scintilla-Pappiana), Terza categoria (fra le altre gare, spiccava Vecchiano Sc- Filettole), i campionati giovanili e tutto il calcio a cinque.  Sono in tanti, ovviamente, a rimanerci male - il "vero" giocatore di pallone non si cura del tempo e delle condizioni del campo - ma la decisione appare saggia, per tutelare la salute dei bimbi e dei più grandi.  E la stessa decisione è stata presa ieri dalla Uisp: erano in programma le gare del campionato Eccellenza e quelle di coppa, al più presto saranno comunicati date e orari dei recuperi.  Approfittiamo dell'occasione per un giro d'orizzonte sul calcio pisano insieme a Marco Maccheroni, delegato provinciale della Figc.  Dottor Maccheroni, è reale la crisi nel settore giovanile?  «Sì. E' una crisi numerica, anche se per la nostra Federazione non molto accentuata. Deriva a mio avviso da molteplici fattori. Innanzitutto c'è da considerare la concorrenza di altri sport emergenti che suscitano un interesse sempre maggiore sui ragazzi; inoltre la famiglia esercita eccessive pressioni nei confronti dei ragazzi tesserati a causa delle ambiziose aspettative che si nutrono verso un figlio che sceglie di praticare calcio. A ciò si aggiunge le presenza di eccessivi impegni dei ragazzi in determinati periodi dell'anno. Contribuiscono le scuole calcio con una specializzazione troppo accentuata dei ruoli anche per i bambini piccoli e con un non utilizzo di tutti i ragazzi a disposizione nelle rose, poiché per ben figurare vengono lasciati a casa calciatori anche a livello di Piccoli Amici o Pulcini».  Procuratori anche per i piccoli talenti: un male inevitabile?  «E' un problema di notevole difficoltà. E' giusto che un ragazzo possa esprimere appieno tutte le sue potenzialità. Però spesso i giovani vengono illusi da individui che amplificano le doti dei ragazzi per "piazzarli" talvolta anche come merce di scambio. Sono molti i procuratori seri e professionalmente corretti, ma ne esistono anche di altro tipo e occorre un'attenta valutazione. Stiamo studiando una revisione dei premi di preparazione per renderli più attinenti alla realtà e cercare di ridurre lo spazio di manovre non corrette».  Rispetto agli anni passati i giovani italiani incontrano maggiori difficoltà ad approdare nelle Società professionistiche che preferiscono "pescare" all'estero.  «Anche questo è un problema molto attuale nella nostra (e non solo la nostra) Federazione. Gli atleti comunitari, come ogni altro lavoratore, possono circolare liberamente in Europa. E' quindi difficile poter limitare numericamente gli stranieri. Ma qualcosa forse potrebbe essere fatto. Purtroppo le nostre Società professionistiche non hanno molto coraggio nel lanciare propri giovani».  E' anche questo un problema di eccessive pressioni?  «Sì, nel calcio non sono mai costruttive; da questo punto di vista vanno capiti anche i presidenti».  Qual è il bilancio dei campionati pisani?  «L'ultima stagione ha avuto un bilancio tutto sommato positivo. E' impensabile, data la complessità ed il rilevante numero di squadre e conseguentemente di gare, che tutto si sia svolto senza qualche problema o contestazione. Chi non raggiunge i traguardi ambiti logicamente è insoddisfatto e tende a conferire ad altri responsabilità improprie, ma direi che complessivamente si è svolto tutto con grande tranquillità. Per la stagione in corso speriamo in campionati in cui la faccia da padrone la qualità ed il merito. Vorremmo confermarci (anche migliorarci) con i piazzamenti delle nostre squadre, sia nelle Rappresentative e sia nei campionati. A dimostrazione che il settore giovanile è in cerca di nuove esperienze va considerato che il prossimo anno i gironi Allievi e Giovanissimi Provinciali saranno 9. Pertanto avremo gironi con squadre di più province e solo la prima classificata, a prescindere dalla Provincia di provenienza, passerà al Campionato Regionale. Inoltre quest'anno abbiamo iniziato ad eseguire i tornei Piccoli Amici con raggruppamenti a 4 squadre, per far divertire maggiormente i ragazzi».  Il settore Giovanile della Figc da sempre collabora con il settore arbitrale a livello locale. L'esperienza si può estendere anche tra settore arbitrale e società di calcio di qualsiasi livello?  «Certamente sarebbe molto utile. A questo scopo abbiamo già eseguito una riunione a Pontedera fra Società e Settore Arbitrale locale. La riunione ha avuto un ampio ed intenso dibattito, molto costruttivo. E' nostra ferma intenzione organizzare altri incontri per far conciliare meglio le due diverse angolature da cui si vede il calcio, che sono pur sempre orientate verso un unico obiettivo».

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