Finanza
APPUNTI DI VIAGGIO
Mille (e rotti) chilometri di silenzio
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GELA. Gela, il massimo della trasferta. Il massimo, ovviamente, nel senso della distanza con, come unica consolazione, il fatto che da ora in poi saranno tutti viaggi più brevi (la lunghezza è un concetto relativo). La passione nerazzurra, invece, raggiunge oggi livelli assoluti, tali da far strabuzzare gli occhi agli amici a cui hai raccontato, in settimana, che "domenica vado a vedere la partita a Gela". Ma le passioni per essere "vere", non hanno bisogno di essere comprese. Nella tribuna opposta a quella coperta, ci sono i soliti favolosi quindici temerari con le bandiere rossocrociate che aspettano la prima vittoria in trasferta: più in alto di loro alcuni spettatori non paganti che possono sfruttare il loro terrazzo "vista stadio". Nella prima mezz'ora della partita si vede solo il Pisa, e si sentono solo quei quindici: tutto il resto dello stadio resta in silenzio, oppure addirittura contesta la squadra di casa. Così accade, e la sconfitta ha come conseguenza il "trasferimento" del silenzio: dal pubblico di casa a tutta la società nerazzurra (tranne l'allenatore). Il silenzio di stasera, però, stona e disturba forse più delle enormi ciminiere fumanti del polo petrolchimico che si incontrano all'ingresso di Gela. A.V.
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