Sicurezza
Cichello vince bene con Yuseinov
Riccardo Silvestri
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Cichello (a destra) mentre va allassalto di Yuseinov Il pugile pisano si è ripresentato in grande forma. «Posso dare ancora molto»
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PISA. Pugni di rabbia, pugni pesanti come le ore di duro allenamento, pugni vincenti come quelli piazzati da Dario Cichello davanti al pubblico amico del Palasport. Il mediomassimo pisano è tornato a vincere e lo ha fatto nel modo migliore, riassaporando le sensazioni giuste e rispondendo alle critiche piovutegli addosso dopo gli ultimi incontri 'sbagliati'. Contro il bulgaro Meridjin Yuseinov, il pugile pisano si è imposto ai punti dopo otto riprese tiratissime, gestite con attenzione e concentrazione da Cichello. «Ho interpretato il match nel modo migliore - ci racconta quando ancora le mani fanno male per i pugni dati - e le cose sono andate come speravo e come il mio angolo voleva. Sono partito concentrato e voglioso di far bene, ho subito qualche duro colpo ma non ho ma mollato e poi alla lunga è venuta fuori la mia condizione fisica praticamente perfetta». E nell'ultimo round per il bulgaro è scesa definitivamente la notte... «Lì ho legittimato il mio già ampio successo andando a piazzare colpi duri, di quelli che fanno male». Eppure Yuseinov non si è rivelato certo un avversario facile... «Facile? Questo è un pugile giovane, ben allenato e con un curriculum di tutto rispetto. E' venuto a Pisa per mettersi in mostra, per dimostrare tutto il suo valore e non è stato per niente facile metterlo in difficoltà. Volevo proprio un match così, però perché io non ho mai né voluto, né accettato scorciatoie». Una risposta a qualche critica di troppo? «Mi avevano dato per finito, per 'bollito'. Sentivo dire in giro che Cichello ormai doveva appendere i guantoni al chiodo che addirittura aveva vinto e ottenuto in carriera molto di più di quanto realmente meritato. Cosa ha ottenuto questa gente? Mi ha caricato a pallettoni per questo match e per i prossimi impegni perché, sia chiaro per tutti, io ho ancora voglio di pensare e sognare in grande». Fino a che punto? «Non voglio pormi dei limiti. So che nella boxe certe volte i treni passano in fretta e devi farti trovare pronto. Magari può succedere che con un paio di settimane di anticipo ti propongono qualcosa di irrinunciabile e devi farti trovare ben allenato e ben disposto mentalmente perché ogni lasciata è persa. Adesso mi prenderò dunque qualche giorno di riposo e di relax e poi subito dopo Natale riprenderò gli allenamenti, più motivato e convinto che mai, in attesa della telefonata giusta». Qualche prospettiva? «Difficile dirlo. Io attualmente sono al 13esimo posto del ranking europeo e molto dipenderà dal piazzamento nella prossima classifica pubblicata dalla federazione». Cosa vuol dire ai tifosi che ancora una volta hanno sofferto e gioito assieme a lei? «Quando combatto a Pisa ho sempre una marcia in più perché c'è tanta gente che mi vuole bene e crede in me». E ancora una volta importante è stato l'apporto di Kalambay dall'angolo... «Lui ha sempre creduto in me e questo mi ha dato una forza incredibile specie quando le cose hanno iniziato a prendere una brutta piega». Le sconfitte come quella contro l'albanese Kolaj restano dunque soltanto un brutto ricordo? «Sono entrate nel mio bagaglio tecnico e umano. Ho imparato tantissimo anche da queste batoste perché ad esempio mi sono preparato al match contro il bulgaro esattamente come se salissi sul ring per conquistare un titolo. Non ho dato niente per scontato e mi sono saputo gestire durante l'incontro. Io sapevo di non essere quel pugile battuto nei match precedenti: quando ho combattuto sfruttando le mie armi, il mio cuore non ho mai deluso le aspettative. Diciamo che sicuramente non vedrete più quel Cichello, poi nello sport e soprattutto nella boxe niente può essere preventivato».
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