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Concluso il silenzio stampa, qualcuno si toglie i sassolini dalle scarpe

Mosciaro: palla a terra, Pisa più vivo

Lorenzo Vannozzi
<b>DERBY. </b>In alto un momento di nervosismo, qui accanto Merlano a terra dopo il gol e, sopra, l&#146;uscita di Amoroso: infortunio al 44&#146; pt
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DERBY. In alto un momento di nervosismo, qui accanto Merlano a terra dopo il gol e, sopra, l’uscita di Amoroso: infortunio al 44’ pt

«Io e Carparelli non siamo giganti, prima si giocava con troppe palle lunghe»

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 PISA. Il Pisa torna a parlare e lo fa dopo questa vittoria firmata da Manolo Mosciaro: «Per fortuna - sorride l'attaccante - i gol che faccio portano sempre punti. Non vincevamo da quando si giocava con le maniche corte e la voglia di vincere era molta. Era dura trovare varchi contro una squadra che si difendeva in dieci dietro la linea della palla, ma siamo stati bravi a non disunirci».  Mosciaro racconta il gol: «Sono andato sul cross di Tabbiani, la palla si è impennata e ho cercato di tenerla più bassa possibile: per fortuna è andata sotto la traversa. Stavo bene anche quando ero fuori e ho dovuto accettare le scelte del mister pur non condividendole: non abbiamo parlato in queste settimane, ma altrimenti l'avrei ribadito. Io e Carparelli non siamo dei giganti e dobbiamo giocare palla a terra, ma prima arrivavano molte palle lunghe e spesso ci trovavamo un po' in difficoltà. Da martedì lavoriamo molto sul fatto di giocare la palla già a partire dai difensori e vuol dire tanto; qualche frutto si è già visto, nonostante abbiamo fatto soltanto cinque allenamenti col nuovo mister».  Il suo obiettivo personale? «Arrivare in doppia cifra. Il nuovo mister mi ha dato subito l'opportunità di rimettermi in carreggiata e lo ringrazio».  Buon protagonista della gara è stato anche Cerone, subentrato sul finire del primo tempo in sostituzione dell'infortunato Amoroso: «In settimana avevamo preparato questa partita e direi che siamo riusciti a fare quello che il mister ci ha chiesto. Trequartista è il ruolo che preferisco e quando sono entrato per il problema a Christian Amoroso, direi che è andata bene. Ho avuto un calo fisico anche perché da nove settimane che non facevo parte dei 18 e sinceramente il motivo non me lo spiego. Sono state fatte delle scelte in passato, ma non so di che tipo, se tecnico o comportamentale. Posso solo dire che mi sono sempre allenato con la massima professionalità. Ogni allenatore ha le sue regole che vanno rispettate; il nuovo mister ci ha dato un impronta dal punto di vista tattico e cerchiamo di fare quello che ci chiede. Il gruppo c'era anche prima e oggi l'ha ribadito».  Dopo sette gare la porta del Pisa torna inviolata e merito è di tutta la difesa che vedeva nel ruolo di terzino destro Matteo Ton: «Ho avuto l'opportunità di giocare anche oggi e non posso che ringraziare il mister. Per noi è una grande soddisfazione, ma anche per tutta la squadra il fatto di non aver preso gol. Oggi c'era la voglia di vincere, lottare e portare fino in fondo questi tre punti, che forse in passato era mancata. Da martedì il mister ha dato un'impronta di gioco diversa dandoci dei punti fermi come quello di giocare la palla in qualsiasi occasione. Nel primo tempo abbiamo sempre tenuto il pallino del gioco, ma loro si difendevano bene. Ci siamo messi uniti a combattere e portare a casa questi tre punti».

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