Il Tirreno

Pisa

IL PUNTO

Almeno quattro innesti a gennaio e si può anche tentare il volo

Marco Barabotti
<b>PASSIGLIA. </b>Un buon disimpegno del mediano
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PASSIGLIA. Un buon disimpegno del mediano

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I tre punti prima di tutto. E il Pisa si sente riavere. I playout si allontanano, seppure di poco. La scossa per il cambio di allenatore c'è stata, almeno nel secondo tempo, dopo una prima parte in cui non siamo riusciti a fare un tiro in porta, con un inedito 4-3-1-2 che proponeva un tre-quartista anomalo, Obodo, invero molto attivo, ma geneticamente immodificabile per quel ruolo. E con Tabbiani per vie interne, non costretto a volate mozzafiato sulle fasce, ma piccione fuor d'acqua come interno.  Sarà anche un caso, ma nella ripresa con un tre-quartista vero come Cerone (seppure un po' discontinuo), con piedi discreti e sufficiente fantasia, la musica è cambiata e il Pisa ha potuto vedere la porta con una certa continuità. E, ciliegina sulla torta, una delle poche volte in cui Tabbiani ha svolto il suo naturale ruolo di esterno involandosi sino a fondo campo per un cross razzente in area, Mosciaro ha avuto finalmente un assist vero e non si è lasciato sfuggire l'occasione, incornando in tuffo in rete.  Le cose positive: una botta di autostima, una migliore gestione della partita nell'arco dei 90'. Il resto è tutto da reinventare: gioco e schemi. Ora ci sono due partite difficili in trasferta: Gela e Nocera. Poi la sosta. Che servirà per tentare la quadratura. Ma servono forze nuove almeno per una salvezza senza patemi: un tre quartista di rango, un centrale difensivo, un terzino e una prima punta dal gol facile. Se azzecchiamo le mosse di gennaio potremmo anche agganciare il quinto posto. Ma ci accontenteremmo anche di finire a metà classifica.

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