Il Tirreno

Pisa

Un’interessante serata conviviale sui temi del diritto sportivo

Federico Menichini al Panathlon «Il fallimento? Si poteva evitare»

Massimo Berutto
<b>PANATHLON.</b> Da sinistra Menichini, Bottone, Zucchelli e Duca
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PANATHLON. Da sinistra Menichini, Bottone, Zucchelli e Duca

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 PISA. Le interessanti tematiche del diritto sportivo hanno dominato la discussione nella consueta conviviale mensile del Panathlon Club. A presentarle l'avvocato Federico Menichini dello studio Grassani di Bologna. Menichini era in aula a fianco di Goran Pandev quando l'attaccante macedone riuscì ad ottenere la rescissione del contratto con la Lazio per potersi accasare all'Inter del triplete. Menichini non ha fatto mancare il proprio contributo, insieme al collega Andrea Bottone (presidente del Panathlon Club pisano) per la ricostruzione del Pisa nell'estate 2009: «Per me è stata una missione personale più che professionale - ha confessato l'ospite della cena -. Mi svegliavo alle 6 per venire da Bologna e ripartivo a mezzogiorno, con l'onore di essere stato chiamato dalla mia città a dare una mano».  Menichini ha illustrato il settore di competenza. L'ordinamento sportivo è autonomo e ha propri collegi giudicanti, per una ragione ben precisa: «Nello sport - ha spiegato Menichini - i procedimenti devono essere rapidi perché le manifestazioni sportive non ne risentano. I 10 anni di una causa civile non sarebbero sostenibili». Un'estrema velocità che però espone a qualche stortura: «Il processo di Calciopoli durò 4-5 giorni, con 7-8000 intercettazioni telefoniche da valutare e 60 parti in causa. In questo caso la celerità fu un handicap». Menichini ha evidenziato altri punti deboli: «Il presidente e il consiglio federale nominano le corti. Dunque quando il presidente è coinvolto nella causa, di fatto è giudicato da qualcuno che lui stesso ha scelto. Inoltre nello sport non è riconosciuta l'associazione a delinquere». Carraro e Moggi, per loro fortuna, ne sanno qualcosa.  Un altro problema riguarda il professionismo: «In Italia gli unici sport riconosciuti sono calcio, basket, pugilato, motociclismo, golf e ciclismo. Per gli altri sportivi non esiste copertura pensionistica né Tfr. Ad esempio un calciatore di C2 è professionista, un pallavolista di serie A non lo è anche se guadagna di più».  Il discorso è quindi passato sulla questione delle indennità riconosciute a tutte le squadre in cui un calciatore ha mosso i primi passi. Con una curiosa rivelazione: «Se Balotelli dovesse passare al Milan, il 5% della cifra andrebbe in parte all'Inter, dove il giocatore è cresciuto».  Una domanda sul Pisa calcio: ma la discesa in D era davvero inevitabile? «Tecnicamente, se il Pisa fosse fallito a marzo o ad aprile, avrebbe potuto mantenere la C1 e tutto il parco tesserati, perché è consentito ad un'altra proprietà di subentrare durante il campionato rilevando la società in un'asta fallimentare. A giugno non c'era più questa possibilità».

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