La manifestazione
È Semplici la strada per il rilancio
Francesco Loi
Il nuovo allenatore: ora devo dare un'identità alla squadra
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PISA. La pole position di lunedì sera si è trasformata in un contratto firmato. Leonardo Semplici è il nuovo allenatore del Pisa. Il 43enne fiorentino, l'artefice del miracolo Figline portato dai dilettanti fino in C1, e reduce dalla delusione di Arezzo, prende il posto dell'esonerato Stefano Cuoghi. Arriva insieme al suo preparatore atletico di fiducia, Yuri Fabbrizzi. Ieri ha diretto il primo allenamento. In serata, nella sala stampa dell'Arena, la presentazione ufficiale. «Non nego una certa emozione, ma sono entusiasta di iniziare questa nuova avventura. Allenare il Pisa è per me motivo d'orgoglio. Ringrazio la società per avermi dato questa importante possibilità. Trovo una situazione di classifica particolare e delicata, però sono sicuro che la squadra abbia i mezzi tecnici per uscire da questo momento difficile». Il retroscena. Ex giocatore del Grosseto di Camilli nel 2002, allenatore da sei anni, la sua sembra una scelta che viene da lontano. Le prime voci sul gradimento del Comandante nei suoi confronti risalgono alla fine dello scorso settembre, nel periodo della prima crisi della panchina di Cuoghi. Camilli e Semplici vennero fotografati sui gradoni dello stadio di Empoli. Una chiacchierata fitta, forse un arrivederci, che poi si è concretizzato. Anche se il nuovo tecnico nerazzurro, rispetto alla chiamata del Pisa, parla di «fulmine a ciel sereno. Lunedì sera ho ricevuto una telefonata, ci siamo incontrati in tarda notte e abbiamo trovato l'accordo. Da entrambe le parti c'era una grande voglia di comporre questo binomio». La sconfitta di Andria è stata fatale per Cuoghi. Ma il cambio di panchina era già pronto. Anche Cuccureddu, più di Galderisi, è stato in corsa. La scelta del club. Il presidente Carlo Battini aveva difeso Cuoghi fin quando ha potuto. «La nostra squadra non può avere una classifica così deficitaria. Dico a nuovo mister che arriva in una piazza calorosa e anche un po' critica. La società non gli farà mancare tutto il sostegno di cui necessita». Le motivazioni. A Semplici tocca un compito in controtendenza con il suo cognome. Deve riuscire a dare al Pisa quella spinta forte che non è mai stata trasmessa in tre mesi di campionato, con una squadra che ha sempre faticato troppo anche quando meritava di vincere. «Per prima cosa - dice l'allenatore - dobbiamo risalire la classifica fino ad una posizione più serena e tranquilla. Se dovessimo riuscirci nell'arco di poche partite, nel girone di ritorno potremmo toglierci qualche soddisfazione in più». Si punta dunque anche sulle motivazioni. In tale contesto rientra anche un messaggio per i tifosi nerazzurri. Semplici è informato sulle ultime vicende. «Ho saputo dello sospensione dell'attività della curva Nord e mi dispiace. Spero che buone prestazioni da parte della squadra possano aiutare e che i tifosi tornino ad essere il nostro dodicesimo uomo». I piani del tecnico. Da ex difensore, Semplici con il Figline aveva impostato una retroguardia solida. Lo aveva già ammesso: «Sono abbastanza fissato nel ricercare la solidità difensiva, perché credo sia determinante per arrivare in alto in classifica. E' ovvio che ci vuole il giusto equilibrio. Le partite si vincono segnando e quindi è fondamentale sviluppare una manovra efficace». Il suo modulo di riferimento è il 4-3-1-2. Un qualcosa non dissimile dallo schema "a rombo" che anche Cuoghi aveva provato ad imporre, con Favasuli nei panni di trequartista. Chissà che non sia una soluzione valida per rilanciare Amoroso (ma non da mezza punta, specifica Semplici)». «Credo che questa disposizione tattica si possa riproporre - dice il tecnico - però non sono legato ad un modulo in particolare. Non conosco ancora a fondo i giocatori, però vorrei che la mia squadra acquisisse prima di tutto un'identità ben precisa e una mentalità vincente».
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