La manifestazione
LA CHIAVE TATTICA
La simmetria è bella, ma "pendere" è più utile
Ma.Be.
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PISA. Bando alla simmetria. L'ultima moda in fatto di tattica è l'utilizzo di moduli sbilenchi. Schemi che non coprono per intero il campo, lasciando zone libere come spazio di manovra per eventuali inserimenti. Una scelta adottata dal Pisa di Cuoghi, persino dalla Nazionale di Prandelli. Pendenza a destra. I nerazzurri (in attesa del definitivo rientro di Amoroso) hanno adottato un centrocampo atipico: due mediani (Passiglia e Obodo), un'ala pura a destra (Tabbiani) e un rifinitore che parte da sinistra per accentrarsi, lasciando sguarnita la corsia mancina. «E' il nostro modo di giocare - ha confermato Cuoghi nelle scorse settimane -. Noi spingiamo a destra con Tabbiani, e poi abbiamo tre centrocampisti. A sinistra ogni tanto svaria Carparelli o spinge Gimmelli». A Pisa conosciamo da tempo questo modo di giocare: anche Ventura, nell'ultima fase della sua gestione, scelse di rinunciare alla fascia sinistra, giocando con due punte centrali, Alvarez da unica ala sulla destra e Degano collocato come trequartista sul centrosinistra. Allora si parlava di 4-3-3, e in realtà l'ala honduregna agiva più avanti rispetto alla posizione di Luca Tabbiani, che ama partire da dietro. Gimmelli e Favasuli. L'asimmetria pesa sulle spalle dei due giocatori che lavorano a sinistra. Favasuli è spesso defilato dal gioco (sviluppato sul versante opposto), e si sacrifica con dedizione alla causa cambiando ruolo durante la partita, da ala, centrocampista e talvolta anche terzino. Gimmelli si adatta sul binario mancino, pur essendo destro di piede e più propriamente un centrale. L'ex catanzarese non si spinge molto e talvolta resta dietro come in una sorta di difesa a tre.
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