Il Tirreno

Pisa

La zona Cesarini ci è congeniale

Massimo Berutto
L’allenatore del Pisa Stefano Cuoghi
◗
L’allenatore del Pisa Stefano Cuoghi

«Squadra forte solo se gioca ad alta intensità»

2 MINUTI DI LETTURA





 PISA. «Siamo una squadra forte solo se giochiamo ad alta intensità». Chiaro il verbo di Stefano Cuoghi. La riprova domenica scorsa, quando il Pisa anche in 10 contro 11 ha saputo raddrizzare d'impeto la partita, colpendo due pali e creando altre nette occasioni da gol. Ma quanto si può durare giocando a tutta birra? Finora il miglior Pisa non è mai andato avanti più di un tempo. Non è tanto una questione fisica quanto mentale, visto i nerazzurri hanno "ciccato" talvolta il primo tempo (vedi domenica scorsa), in altre occasioni il secondo (come a Lucca).  Meglio la ripresa. Reti alla mano è però netta la crescita nei secondi 45'. Se le gare finissero dopo un tempo, Carparelli e soci avrebbero soltanto 9 punti, 3 in meno rispetto a quelli raccolti al 90'. Roba da zona playout, al pari di Andria e Ternana. Invece tra il 46' e il 90' i punti sarebbero 16, che avrebbero condotto i rossocrociati a -2 dal quinto posto. Se il Pisa avesse avuto il privilegio di scegliere in ogni gara il migliore dei due tempi, avrebbe perso solo con l'Atletico Roma, pareggiato a Terni, oltre che a Cosenza e a Lucca, ma vinto tutte le restanti 6 partite. Totale 21 punti, gli stessi della Nocerina.  Calma iniziale. I gol, fatti e incassati, si distribuiscono in modo tutt'altro che uniforme. Porte inviolate nel quarto d'ora iniziale. Il Pisa non ha mai realizzato neppure nei secondi 15' e ha masticato amaro solo a Terni ad opera di Tozzi Borsoi. Dalla mezz'ora all'intervallo i nerazzurri hanno totalizzato 2 centri subendone 4, perdendo virtualmente 2 punti rispetto ai 12 in graduatoria.  Dulcis in fundo. All'inizio del secondo tempo il Pisa è stato assolutamente impenetrabile e ha segnato 2 gol preziosissimi: il rigore di Mosciaro alla Juve Stabia e il pareggio di Miani con il Benevento. I nerazzurri hanno invece sofferto nella parte centrale della frazione conclusiva: una sola rete all'attivo (di Carparelli al Taranto) e 2 al passivo (del lucchese Marotta al 16' e del romano Ciofani al 18'). Esaltante il bilancio della zona Cesarini. Tre i bomber al crepuscolo degli incontri: Carparelli a Barletta, Mosciaro contro la Cavese e Tabbiani a Lucca. Prodezze che hanno fruttato solo una vittoria e 2 pareggi. Due anche le sberle, di cui decisiva solo quella sferrata da Castaldo per l'1-1 della Nocerina, e una invece indolore del tarantino Innocenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa